Il Venezia piega il Bologna al 93′ e tiene vive le speranze salvezza, ma il rigore del 3-3 non c’è

Doppio vantaggio dei padroni di casa con Henry (4′) e Kiyine (19′). Orsolini nel recupero del 1° tempo e Arnautovic (55′) firmano l’aggancio, un capolavoro di Schouten (68′) il sorpasso, nel giorno del rientro sul campo di Sinisa dopo il ricovero. Aramu al 78′ su penalty (inesistente) fa 3-3 e a un soffio dalla fine arriva il gol che tiene accese almeno per ora le chance dei veneti di non retrocedere

Dal nostro inviato Fabio Bianchi

8 maggio – venezia

Dopo dieci partite, il Venezia ritrova una sensazione ormai persa nei tempi, quella di una vittoria, dopo una partita da montagne russe, piena di errori e di bei gol. La sensazione (e il lumicino di speranza salvezza alla luce del pareggio tra Salernitana e Cagliari) gliela concede un Bologna che veniva da sei gare utili consecutive senza il suo condottiero. E anche l’arbitro Marinelli, che decreta il rigore del 3-3 che non c’era su Aramu. Davvero strano che con Mihajlovic tornato in panchina il Bologna interrompa la striscia positiva, come se vederlo lì abbia dato ai giocatori una certa rilassatezza, soprattutto nella prima parte di gara, che alla fine è pesata

uno-due

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All’inizio, infatti, non è stato bella la risposta della squadra all’eroico Sinisa, al quale i tifosi veneziani hanno dedicato un coro che lui ha fissato battendosi la mano sul petto. Il Bologna ha preso gol dopo 4 minuti da un lancio diretto di Maenpaa per Henry che, con la difesa super distratta, solo soletto indovinava il pallonetto a Skorupski in uscita.

Il Bologna schierato con il 3-4-2-1 con Soriano largo a destra che faceva fatica e entrare nel vivo del gioco e un centrocampo che subiva quello folto del Venezia, ha avuto una reazione. La strana alchimia di Soncin, una sorta di 3-5–1 che sembrava più un 3-3-3-1 perché Crnigoj, Cuisance e Kiyine si alternavano dietro al centravanti francese per poi chiudersi in fase di non possesso per recuperare palla, funzionava. Tanto che il Venezia ha tirato più in porta nei primi 45 minuti che nelle ultime 4 partite. E ha raddoppiato per l’atterramento di Haps ad opera di Skorupski (ammonito). Rigore di Kiyine respinto, ma poi tap in vincente dello stesso rigorista. Dopo un altro paio di brividi (bravo Skorupski su Henry) Mihajlovic ha cambiato volto al Bologna: dentro Orsolini per Theate e 4-3-3 offensivo. Il Bologna si è svegliato e dopo un paio di avvertimenti, nel recupero è riuscito ad accorciare con Orsolini di testa servito da Barrow.

fuochi d’artificio

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Quello che si è presentato dopo l’intervallo era un altro Bologna (forse Sinisa si è fatto sentire). Ha tenuto il pallino del gioco e dopo 10 minuti ha pareggiato con Arnautovic che spingeva in rete la torre di De Silvestri. Soncin ha provato a rinvigorire la squadra con gli inserimenti di Aramu e Fiordilino e poi Johnsen per un 4-3-3 molto offensivo, ma i Bologna ha continuato a spingere e ha azzeccato il sorpasso al 23’ con una magia di Schouten (palla nascosta in area e pallonetto). Finita lì? Macché. Il Venezia si è riportato sotto e alla mezzora Aramu è caduto in area in un contatto con Medel. Ma il cileno ha toccato prima la palla. Dopo 5 minuti di Var Marinelli conferma i rigore trasformato da Aramu. E nel recupero, in un’azione insistita, Johnsen pescava il jolly con un tiro a rientrare “alla Del Piero”. Il norvegese ha mostrato quello che poteva essere e non è stato. Come il Venezia.

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