Il rosso, il metro di giudizio, i precedenti: Mourinho-Aureliano, bufera infinita

Ancora una volta fra il tecnico della Roma e l’arbitro sono state scintille. E il portoghese ha evitato di commentare dopo il pareggio con l’Atalanta

Emanuele Zotti

8 gennaio 2024 (modifica alle 13:30) – roma

Non c’è due senza tre. Dunque non dovrebbe stupire il fatto che l’ultimo incontro tra José Mourinho e l’arbitro Gianluca Aureliano abbia dato adito a nuove polemiche e malumori in casa giallorossa. Al termine di Roma-Atalanta infatti lo Special One e il club giallorosso si sono trincerati dietro un eloquente silenzio stampa: troppa la frustrazione per l’espulsione rimediata dal tecnico nel finale, i troppi falli non fischiati in favore dei giallorossi e i cartellini non mostrati agli uomini di Gasperini. Troppo da sopportare per Mou e, stando alla scelta di non mandare tesserati davanti alle telecamere, anche per la dirigenza romanista. 

gli episodi

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A mandare su tutte le furie Mourinho sono stati i diversi interventi giudicati fallosi ma non fischiati causati da Scalvini (specialmente ai danni di Pellegrini), il fallo di Scamacca su Mancini e soprattutto l’espulsione ricevuta dal tecnico. Un cartellino rosso accolto con stupore dal tecnico che – già ammonito nel corso nel primo tempo – ha esclamato incredulo: “Ma io? Hai espulso me?”. Il tutto prima di lasciare il campo osannato da un Olimpico infuocato. Una perplessità, quella del tecnico, che trova l’appoggio della società e della dirigenza, almeno stando al silenzio stampa di ieri. Una decisione che ricorda quella dell’11 dicembre dopo la gara persa all’Olimpico contro la Fiorentina (anche in quel caso nessun tesserato si era presentato davanti ai microfoni). 

precedenti

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Quello di ieri è soltanto l’ultimo di una serie di episodi che vedono protagonisti Mourinho e Aureliano. Il primo incrocio tra il portoghese e il fischietto di Bologna risale al novembre 2021 in occasione di Venezia-Roma. In quel caso a scatenare l’ira di Mou erano stati i tanti episodi a favore dei padroni dei casa, specialmente in occasione dei gol incassati dai giallorossi. L’altro precedente invece risale al gennaio 2022, quando Aureliano era impegnato al Var durante Milan-Roma inanellando una serie di errori (in particolare il fallo di mano sul calcio di rigore concesso ai rossoneri). “Se parliamo di problemi tecnici non posso non parlare dell’arbitro e del Var perché ancora non mi è arrivata nessuna immagine dove si vede chiaramente che il primo è rigore – aveva affermato Mou a fine partita – Abraham allarga il braccio ma non c’è contatto duro e netto. In questo tipo di situazione il VAR deve stare zitto e bere un tè o una birra”. L’unico incrocio senza polemiche invece è quello legato a Lecce-Rome, quando tecnico e arbitro si erano scambiati diversi complimenti dopo la partita. Il classico esempio di quiete prima della – ennesima – tempesta.

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