Il ritorno dell’Inter di Dzeko e di Lautaro: il piano di Inzaghi

MILANO – Il derby d’Italia come prova del fuoco: analogie sparse a quella sfida di aprile, per non rimanere troppo staccati dalla vetta. Simone Inzaghi ha perso ancora Lukaku, mentre al momento Brozovic a Torino troverà posto in panchina. Per il resto la Champions non ha restituito feriti. Del resto, serviva all’Inter solo per tenere allenate gambe e testa. Dall’Allianz Arena all’Allianz Stadium: la settimana di fuoco ha come ingrediente primario quello di un’altra vittoria – sarebbe la quinta consecutiva – in campionato. Ieri la squadra è tornata ad Appiano Gentile, per allenarsi nel pomeriggio, dopo aver trascorso la notte in Baviera come già programmato. E Inzaghi lavora a tutti i cambi necessari rispetto alla partita di mercoledì. Pochi i dubbi, l’Inter è già delineata in nome dei ragionamenti conservativi attuati nella partita in Germania: i cambiamenti saranno sette.

Acerbi favorito

Cominciando dalla difesa, che ruota attorno a un dubbio: Acerbi è favorito su De Vrij. E viaggia verso la sua sesta presenza dall’inizio in campionato dopo aver giocato da titolare la metà del girone di Champions. Skriniar e Bastoni (che contro il Bayern è stato preservato perché sotto diffida) ai lati di Acerbi. Dilatandosi i tempi di un recupero completo di Brozovic, la regia sarà ancora affidata a Çalhanoglu. Alla sinistra del turco, il prescelto è Mkhitaryan che lo scorso gennaio – con la maglia della Roma – contro la Juve segnava un gol all’Olimpico. Ballottaggio mancino sciolto da Inzaghi in favore di Dimarco, dopo che Gosens ha trovato spazio in Champions League a Monaco.

Dzeko dal via

Con un Lukaku in meno, Inzaghi non può presentare variazioni sul tema in attacco. Così al fianco di Lautaro toccherà a Dzeko. La gestione delle energie, a Monaco di Baviera, implicava un minutaggio ridotto per il bosniaco che infatti si è visto in campo solo per uno spezzone del secondo tempo. Dzeko, da aprile, in campionato segna solo fuori casa. Lautaro, scelta obbligata assieme a Correa in Champions, è uscito dalla sua ora di partita in Baviera evitando l’ammonizione, altrettanto da diffidato. Fuori causa domenica, oltre ai due big, il solo D’Ambrosio che quattro giorni fa ha accusato un affaticamento agli adduttori.

Lukaku in Belgio

Appuntamento quasi sicuramente al 2023, intanto, per Lukaku. La ricaduta di Big Rom, che otto giorni fa tornava al gol, ne comporterà con tutta probabilità lo stop fino al Mondiale. Difficile che il belga – in patria da ieri e fino all’inizio della prossima settimana – venga rischiato a Bergamo nella partita con l’Atalanta. Tanto più che, in questo momento, anche in Belgio (dove il giocatore è seguito dallo staff sanitario della nazionale) non possono ritenersi così tranquilli circa la presenza di Lukaku in Qatar. «Per noi è insostituibile: senza di lui dovremmo cambiare modo di giocare», ha spiegato il ct Martinez. Ieri il fisioterapista della nazionale ha spiegato: «Decideremo se Lukaku resterà in Belgio o no. È abbastanza forte mentalmente da dargli un posto per il Mondiale».

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