Il ricordo degli ex compagni. Boninsegna: “Una forza della natura”. Zoff: “Tristezza infinita”

Commosso anche il ricordo di Albertosi: “Perdo un fratello”

22 gennaio 2024 (modifica alle 22:06) – MILANO

Emozioni vissute insieme, ricordi di una vita di calcio. Gli ex compagni in azzurro e nei club da Albertosi a Boninsegna e Zoff, ricordano Gigi Riva. 


“Provo una tristezza infinita, è un grossa perdita, per me anche di un grande amico – sono le parole di Dino Zoff -. A Gigi mi legano tante cose, abbiamo fatto il servizio militare assieme, poi vincemmo gli Europei del 1968 e abbiamo continuato con le altre nazionali, fino al 2000 quando io ero il ct e lui era dirigente. Avevamo un grande rapporto, era impossibile non essergli amico”. Zoff non nasconde la commozione: “Per me era davvero un amico – dice ancora l’ex portiere azzurro -. Lui, come me, non era uno molto aperto, ma era chiaro e sapevi sempre con chi avevi a che fare. era una persona squisita”.

bonimba e albertosi

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E Roberto Boninsegna, per anni compagno anche di stanza negli anni di Cagliari, spiega: “Era un amicone, non voleva mai stare da solo. Era una forza della natura, un grande. Ho passato tanti anni con lui. Quando sono arrivato a Cagliari lui era lì e ho dormito con lui in camera assieme. Sono stati anni bellissimi, perché quello era un Cagliari che stava nascendo. Non avendo la macchina, vivevamo assieme. Colazione, pranzo, cene: tutto. Mi scorrazzava ovunque. Eravamo amiconi e lo eravamo tutt’ora anche se ci sentivamo meno. Poi quanto c’è stato da scegliere, lui ha rifiutato la Juve, ma io l’Inter l’ho accettato perché ero tifoso da bambino. Per lui la Sardegna era tutto”.

Commosso Enrico Albertosi: “Io perdo un fratello, abbiamo passato tanti anni insieme, dormivamo insieme con il Cagliari e con la Nazionale, perdo una persona che è stata importante per me. Ancora oggi ci sentivamo al telefono e lo sentivo bene, non sapevo avesse problemi di cuore”.

brugnera e copparoni 

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Mario Brugnera, compagno di squadra di Rombo di Tuono dal 1968 al 1976, ha dichiarato all’Ansa: “Un grande dolore. Siamo stati insieme più di 20 anni sul campo e quando lui era dirigente. E’ stato il più grande goleador italiano, come lui non ce n’era, era forte in tutto. Un ragazzo eccezionale. Quando ho battuto la punizione del gol dello scudetto, mi è passato vicino per dirmi come voleva che gli passassi la palla. Se rivediamo le immagini si vede come mi sussurra qualcosa. Così abbiamo vinto lo scudetto”. E Renato Copparoni ricorda: “Quando iniziai a giocare in prima squadra avevo 16 anni e mezzo, in Coppa Italia nel 1969. Vidi Riva e gli diedi del lei. Lui si mise a ridere e mi disse: chiamami Gigi. A Natale sono andato a trovarlo a casa sua. Stava bene, era lucido. Abbiamo riso e scherzato. Non avrei mai potuto immaginare che sarebbe stata l’ultima volta che l’ho visto. Quando giocavo per tutti ero Coppa, lui era l’unico che mi chiamava Renato. Perdo un amico vero”.

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