Il presidente degli arbitri: “Bilancio positivo, non capisco gli attacchi”

Pacifici, numero uno dell’Aia, difende la classe arbitrale: “Ormai siamo diventati tutti Varisti anche se non tutti capiscono la dinamica dell’episodio”

Dal nostro inviato Andrea Ramazzotti

12 gennaio 2024 (modifica alle 15:16) – firenze

Nell’aula magna di Coverciano stavolta non si parla di Nazionale e di una partita da preparare con il c.t. Spalletti. Davanti ai giornalisti c’è Gianluca Rocchi, designatore e… c.t. degli arbitri che difende la sua squadra e spiega gli episodi più controversi al termine del girone d’andata. Insieme a lui il presidente Carlo Pacifici che ha introdotto l’incontro: “Siamo a fare il bilancio della prima parte del campionato – ha detto Pacifici – e non capisco questa continuità di attacchi verso la classe arbitrale”.

soddisfazione

—  

“Personalmente sono soddisfatto del lavoro che stiamo facendo e del percorso fatto con il Var, un investimento importante. Stiamo costruendo un percorso importante con un gruppo importante a Lissone. Il fatto di avere 5 Var italiani nelle 15 gare internazionali che si disputeranno da qui a fine mese riconosce il lavoro che stiamo facendo in Italia. Con questi messaggi esce fuori che il problema del calcio italiano sono gli arbitri e questo messaggio lo rimando al mittente. Invece ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. In più sottolineo che in campo e fuori ci sono comportamenti che non fanno parte dello sport. Mi è piaciuto il post di Henry dopo il rigore sbagliato, altre dichiarazioni no. Stanno venendo fuori giovani importanti che rappresentano il futuro dell’associazione. Ormai siamo diventati tutti Varisti anche se non tutti capiscono la dinamica dell’episodio. Stiamo lavorando forte sull’uniformità e continuiamo ad andare avanti su questo percorso senza essere travolti da critiche e polemiche, altrimenti non potremmo portare avanti il nostro lavoro. C’è chi chiede più utilizzo del Var, chi ne chiede meno: noi abbiamo fatto un incontro con tutti gli allenatori, anzi quasi tutti, e ci è stato chiesto meno intervento del Var, poi nel dopo partita ci chiedono che intervenga di più. Siamo aperti a qualsiasi tipo di confronto, ma il dialogo si fa in due: il confronto deve essere corretto e sereno, non diventare monologo. Noi andiamo avanti con forza e determinazione e cerchiamo di sbagliare di meno. Bisogna però rimarcare anche le prestazioni estremamente positive dei nostri arbitri in partite molto complicate. Personalmente sono soddisfatto della prima parte di campionato: possiamo fare meglio e dobbiamo lavorare a testa bassa, ma senza andare dietro le polemiche. Leggere un’affermazione di un giornalista importante che mette in dubbio un cambio di designazione, frutto di un problema familiare, vuol dire strumentalizzare”.

Precedente Il pari col Picerno non va giù a Capuano: "Preso gol da oratorio, eravamo le belle statuine" Successivo Nobili, falegnami, artisti, ballerini: Coppa d'Africa, 24 bomber a caccia di un sogno