Il Napoli ritrova vecchi problemi e si interroga sui due k.o. consecutivi

Il Napoli ritrova vecchi problemi e si interroga sui due k.o. consecutivi

Maurizio Nicita @manici50

25 novembre – Milano

In quattro giorni sono arrivate 2 sconfitte e 5 gol subiti, per non parlare degli infortuni a intaccare le certezze di un Napoli comunque primo in campionato e ancora in corsa per i sedicesimi di Europa League, anche se il cammino ora è più complesso e non dipende solo dagli azzurri. Cosa è successo fra la partita di Milano e quella di Mosca per interrompere così bruscamente il percorso brillantemente avviato da Luciano Spalletti e i suoi ragazzi in agosto?

Troppo semplicistico ridurre il tutto agli infortuni di Osimhen e Anguissa o alle indisponibilità di vari giocatori (in Russia ne mancavano 7, di cui 5 importanti). Per il prosieguo della stagione l’importante è capire dove siano i problemi per risolverli e ripartire.

Nuovo Napoli, vecchi difetti

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È più che una impressione, perché al di là della forza dell’avversario, sia con l’Inter, sia con lo Spartak, il Napoli ha mostrato di saper trovare le chiavi giuste per attaccare l’avversario, metterlo in difficoltà e far gol. E i finali in crescendo dimostrano una squadra in salute atleticamente e che sicuramente non ha problemi di tenuta. Ecco riemergere dunque quel “braccino” da tennista purtroppo già visto in altre stagioni. Come dire che nella difficoltà la squadra annaspa invece di riuscire a tirarsi fuori. A Milano si è “seduta” dopo il gol del vantaggio subendo l’Inter; a Mosca ha “dormito” un tempo prima di organizzare una reazione. E in discussione c’è il rendimento di giocatori importanti, quelli di riferimento per i compagni. Senza mettere addosso la croce a qualcuno ad ogni costo. Ma mercoledì a Mosca uno come Zielinski, in mezzo al campo, avrebbe dovuto prendere per mano la squadra sotto il profilo del gioco. Già, perché il polacco a Milano ha realizzato un bel gol, ma poi serve continuità anche all’interno della stessa gara, e non c’è stata.

Autocritica Koulibaly

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Così come, parlando della difesa: dall’episodio sfortunato del rigore con l’Inter alle amnesie di Mosca, Kalidou Koulibaly ha commesso errori personali gravi che hanno finito per condizionare rendimento oltre che risultati. Lo stesso capitano, o Comandante come lo chiama Spalletti, ha fatto autocritica: “Sono già due partite che entriamo in campo timorosi. Abbiamo subito il rigore ingenuamente e siamo andati in difficoltà. Il secondo gol poi è arrivato su un nostro errore. Adesso dobbiamo pensare a reagire, a dare qualcosa di più in campo per sopperire alle assenze. Dobbiamo subito pensare a vincere domenica con la Lazio. Sappiamo che abbiamo tutto per riuscirci se continueremo a essere squadra”.

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