Il Mondiale per Club è un caos totale: dai contratti ai soldi, tutti i dubbi della competizione

Benvenuti nel nuovo Mondiale enigmistico. Un rebus non tanto per la formula: quella è chiara perché somiglia alla “vecchia” rassegna iridata per nazioni (8 gironi da 4, poi eliminazione diretta) che la Fifa ha deciso di stravolgere dal 2026 facendo salire a 48 le partecipanti, con il meccanismo sempre poco intuitivo della qualificazione pure per alcune tra le migliori terze. La complessità, semmai, è in tutto ciò che circonda l’evento, ed è persino peggio così perché i regolamenti si possono studiare mentre la mancanza di chiarezza non trova mai risposte. Questo torneo, al via dal 15 giugno 2025, inserito nella coda della stagione calcistica più lunga di sempre per via delle nuove coppe europee, finirà per avere un impatto sul calcio simile a quello che avrebbe un elefante dentro una cristalleria.

Mondiale per club: quanti dubbi!

Tanti i dubbi. Il primo: a quanto ammontano i premi di partecipazione e dei vari passaggi di turno? Al momento è stato solo sussurrato che il bonus d’ingresso vale 50 milioni e che la vincente potrà incassarne 100. Ma non si conoscono altri dettagli e si tratta pur sempre di cifre aleatorie, mai messe nero su bianco. Altra questione: siccome l’anno sportivo termina ogni 30 giugno, che ne sarà di quei calciatori che cominceranno la competizione e saranno ancora in corsa a luglio inoltrato? La Fifa ha fatto sapere ai club (preoccupati) che sta studiando un regolamento, ma i tempi stringono. Al momento la Juve ha ben nove calciatori (un terzo della rosa, inclusi i big Szczesny e Chiesa) con scadenza 2025. Un caso simile si verificò nel 2020, con la pandemia che fermò i campionati in primavera e costrinse l’Uefa a organizzare la fase finale delle coppe ad agosto. La Fifa diede la possibilità di estendere gli accordi fino al 31 agosto, ma senza imporsi d’autorità visto il complesso quanto delicato quadro giuslavoristico dei vari Paesi; e dunque per prestiti secchi e contratti in scadenza, l’adeguamento doveva passare da una trattativa tra le parti. Così assistemmo a casi controversi, come la doppia direzione presa dal Manchester United per i suoi calciatori ceduti a titolo temporaneo: Sanchez potè giocare fino alla fine di agosto l’Europa League con l’Inter, inclusa la finale con il Siviglia del 21, mentre a Smalling non fu dato il via libera per gli ottavi tra la Roma e lo stesso club spagnolo quindici giorni prima. E che ne sarà del calciomercato? Se la finestra estiva dovesse partire, come sempre, il 1° luglio, tutte le qualificate potrebbero acquistare un calciatore per rinforzarsi a Mondiale in corso, e un atleta potrebbe cominciare il torneo con una divisa e finirlo con un’altra, creando un problema in termini di equilibri e regolarità della manifestazione.


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