Il momento difficile della Juve raccontato con i numeri

La squadra di Spalletti ha concluso e crossato di più, su azione e su calcio d’angolo. I bianconeri hanno saputo mantenere squadra corta e compattezza, ma non basta

Altra partita, altro regalo. Agli avversari. I numeri che fotografano la Juve dopo tre giornate sono impietosi: -8 dalla vetta, 1 solo punto in graduatoria, frutto di un pareggio e 2 sconfitte. Bisogna risalire alla stagio (comunque di grazia) 2015-16 per ritrovare un avvio tanto stentato. E cabala vuole fosse ancora una stagione targata Allegri, e pure con vista scudetto finale, grazie a una rimonta eccezionale e a un incredibile filotto di vittorie, consecutive e non. Una luce che questa Juve, targata ancora Allegri a due anni di distanza dall’ultima, può ora guardare come a un lume di speranza in fondo a un tunnel che non si profila né breve, né semplice. Ma forse è meglio che manco ci si soffermi a guardare a un passato glorioso ma, come hanno detto Allegri e Chiellini, “torni a lavorare zitta e senza proclami”.

Cifre a confronto

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Basta guardare alle cifre della partita di ieri: Koulibaly a fine gara ha fotografato gli spalti del Maradona in festa, mentre le istantanee che inquadrano la Juve sono un bianco e nero sfuocato, ancora sbiadito dopo due anni diversi e un ritorno in sella di Allegri che ancora non ha ridato colore alla squadra. Secondo i dati Opta, il Napoli ha tirato di più, sia dentro che fuori lo specchio, sia come conclusioni respinte, per non parlare dei calci d’angolo: in tutto 38 tiri contro o verso Szczesny, contro le 9 volte juventine (un esempio: 13-1 il computo dei corner, a favore del Napoli). Per non parlare dei cross, calci d’angolo esclusi: 14 contro 5, e spesso sono stati brividi per i bianconeri.

Indizi

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Un divario che non si può archiviare solo adducendo alle diverse tattiche adottate dalle due squadre, l’una più propositiva, l’altra più attendista. O che quantomeno sottolineano una vocazione un po’ rinunciataria della Juve, una volta subito il pareggio, al 12′ della ripresa. A far da corollario al dato relativo al tiro, quelli sul possesso palla (67,2% Napoli, 32,8% Juve) e sui passaggi riusciti (91,2% Napoli, 81,4% Juve). Se le giocate utili in area avversaria sono state solo 9, la Juve può registrare il dato positivo delle 107 verticalizzazioni e dei 14 dribbling positivi. Quanto alla posizione occupata dalla squadra in campo, i bianconeri hanno avuto un baricentro molto basso (41,7 metri) e sono riusciti a tenersi molo corti (29m di media): un indizio positivo, che si unisce agli sprazzi di carattere e spirito di sacrificio visti al “Maradona”, un terreno fertile da cui Allegri può ripartire. A patto di mantenere calma e nervi saldi.

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