Il mito Yashin amico del nonno, da punta a portiere in rampa. È l’anno di Provedel?

Grande protagonista con lo Spezia, le sue origini russe “molto speciali” che hanno condizionato le scelte sul campo. Dopo tanta gavetta è il suo momento. E sta per diventare papà

Riflessi da portiere, mentalità da attaccante. Combinazione vincente. Ivan Provedel è questo. Difende la porta ma guarda sempre avanti. Contro il Napoli è stato protagonista. Al netto del gol di Petagna e di una parata non perfetta sulla rete annullata a Lozano, il portiere classe ’94 ha bloccato praticamente tutto. Lo sa bene Insigne, che nel post gara ha detto: “Potevamo stare fino a domani, la palla non sarebbe mai entrata”. Il merito è anche di Provedel. La squadra di Italiano ringrazia il suo portiere e si prende i tre punti dopo tre sconfitte consecutive. Iniezione di fiducia importante in vista del derby ligure di lunedì con la Sampdoria. Scontro importante in chiave salvezza.  

IL MOMENTO

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Il 2021 di Provedel è iniziato bene. La scorsa settimana con una storia condivisa su Instagram ha annunciato che la fidanzata Giuditta è in dolce attesa: presto sarà padre. In campo nella prima sfida dell’anno contro il Verona si è arreso soltanto alla magica rovesciata di Zaccagni. Poi lo show contro il Napoli. Per Ivan il derby con la Sampdoria potrebbe essere una sfida all’ultima parata sui tiri di Quagliarella. L’attaccante blucerchiato ha già battuto il classe ’94 in un Empoli-Sampdoria 2-4 del 2018. Provedel lo scorso anno ha difeso la porta della Juve Stabia e segnato uno storico gol di testa contro l’Ascoli. Quagliarella a Castellammare ci è nato, la porta nel cuore e ha promesso di tornarci per giocare prima di chiudere la carriera.  

GRANDE OCCASIONE

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A Castellammare da gennaio 2020, non ha evitato la retrocessione in C della Juve Stabia, ma si è fatto notare. Parate importanti, buone prestazioni e tanto talento. Lo Spezia cercava un portiere giovane, affidabile e low cost: in lui ha trovato la giusta soluzione. Zoet? Rafael? In poco tempo l’ex Empoli si è preso il ruolo da titolare scalzando nelle gerarchie l’olandese e l’esperto brasiliano. In 13 gare ha incassato 24 gol in 13 gare, una media di 1,85 a partita. Da cerchiare in rosso anche un’ottima prestazione nello 0-0 con l’Atalanta (7,5 in pagella) e un rigore parato a Barrow nel rocambolesco 2-2 contro il Bologna.

NUOVA VITA

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Questione di mentalità. Sempre all’attacco. Provedel l’ha imparato da ragazzino. Fino a 15 anni giocava da punta nei settori giovanili di Treviso e Pordenone. Faceva gol, serviva assist ma non era quello che voleva. Con mamma Elena ogni estate tornavano in Russia, paese natale di lei. La nonna gli raccontava dell’amicizia che legava Lev Yashin alla famiglia. Il Ragno Nero è diventato presto un mito da imitare. Essere un portiere un obiettivo, nessuno gli dava l’occasione. “È tardi – ripetevano -. Hai già 15 anni”. Ivan era sul punto di smettere, poi è arrivato il Liapiave: piccola scuola calcio di San Polo di Piave, in provincia di Treviso. Pur senza esperienza, dopo uno stage lo portano in squadra. “Era più forte di qualsiasi altro ragazzo che giocasse in quel ruolo da anni”. Para, lancia, è un leader. Lo chiamano per un provino all’Atalanta: scartato. Intanto Ivan trascina il piccolo Liapiave fino alla finale del campionato provinciale. Un osservatore dell’Udinese lo nota: “Vieni da noi”. Da quel momento la sua carriera è (ri)cominciata. Da portiere.

VERSO IL DERBY

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A 20 anni difende i pali del Perugia in B dopo l’esperienza al Pisa in C. Poi Modena e Pro Vercelli, prima della grande annata a Empoli. E a 24 anni eccolo in Serie A. Dopo due anni di limbo il ritorno con più esperienza e qualche sicurezza in più. Dalle sue parate dipenderà l’obiettivo promozione dello Spezia. Il derby con la Sampdoria sarà un banco di prova importante. Provedel lo sa, il 2021 finora gli ha portato bene.

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