Il mese perfetto di Lautaro: il 18 dicembre il Mondiale, a Riad il quarto trofeo interista

Un mese fa alzava la Coppa del Mondo, contro il Milan ha conquistato la Supercoppa firmando la rete della sicurezza. E’ già a quota 12 in stagione e dopo Qatar 2022 è ancora più leader. “E’ per voi, godetevela!” la sua dedica ai tifosi nerazzurri

La festa di Lautaro Martinez non finisce mai. Un mese fa, il 18 dicembre 2022, l’argentino alzava la Coppa del Mondo con la Seleccion a Doha; stasera, a un mese di distanza, a Riad ancora un trionfo per il Toro. Stavolta con la maglia dell’Inter e con un gol in finale. Quello che al Lusail Stadium gli aveva negato una prodezza del francese Lloris. Tatarusanu non è riuscito a fare lo stesso e l’ex Racing ha chiuso il conto con il 3-0. “Abbiamo conquistato un altro trofeo – ha spiegato a Inter tv l’attaccante – ai tifosi dico, è tutto per voi. Godetevelo! Noi portiamo la coppa a casa. Forza Inter”.

SETTE TROFEI

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Per Martinez è il settimo trofeo della sua carriera, il quarto con l’Inter. Ha iniziato a vincere nel maggio 2021, alzando la coppa dello scudetto, e non si è più fermato, eccezion fatta per il tricolore 2021-22 che gli è sfuggito nello sprint con il Diavolo. Lautaro non dà la sensazione di volersi fermare e soprattutto è diventato un leader. Soprattutto dopo aver conquistato il Mondiale. Chi pensava che dopo Qatar 2022 fosse stanco o scarico si è dovuto ricredere. Il Toro si è ripresentato alla Pinetina motivatissimo e ha iniziato il suo 2023 alla grande: dopo la panchina iniziale contro il Napoli, gara in cui è rimasto a secco, è a quota 4 reti nelle ultime 4 partite disputate da titolare. Trascina la squadra in una maniera in passato sconosciuta. Se ha chiuso la sua miglior stagione della carriera, il 2021-22, con 25 centri, adesso è già a 12 e ha di fronte 20 giornate di Serie A, almeno 2 match di Champions e uno in Coppa Italia per superarsi. I lunghi digiuni sottoporta adesso sembrano lontani anni luce perché è lui che guida i compagni. Il leader che serviva con Lukaku infortunato e poi non al top della condizione.

COLPO CLAMOROSO

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Il Toro è stato acquistato per 20 milioni grazie a un blitz in Argentina di Piero Ausilio, nel febbraio 2018. L’Atletico Madrid lo aveva in pugno, ma aveva scelto di temporeggiare, il Borussia Dortmund è arrivato troppo tardi, quando il ds interista aveva già sfruttato la sponda dell’ex nerazzurro Diego Milito, al tempo dirigente del Racing, per assicurarsi il giovane talento in vista del 2018-19. Adesso l’argentino vale di nuovo 5 volte più di quanto è stato pagato. Dopo il rinnovo del contratto la clausola rescissoria da 111 milioni non c’è più, ma in viale della Liberazione non intendono neppure ascoltare proposte inferiori alla tripla cifra. Perché il numero 10 è considerato un elemento chiave e, solo per una proposta fuori mercato, potrebbero sacrificarlo. Rischi che Martinez voglia andarcene non ci sono: ha un contratto fino al 2026, guadagna oltre 6 milioni più bonus a stagione e a Milano è felice. Soprattutto quando vive notti come questa, in cui è stato splendido protagonista e ha alzato una coppa.

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