Il mercato in Premier: oltre 2 miliardi di colpi. Il Chelsea esagera, Rice e Caicedo da record

Altra estate da protagonisti assoluti per i club inglesi, di un altro pianeta quanto a disponibilità economica

Dal nostro corrispondente Davide Chinellato

2 settembre – londra

Il solito mercato di un altro pianeta. La spesa complessiva supera di gran lunga i 2 miliardi di euro, col Chelsea che da solo ha sfondato il muro dei 500 milioni. Il record di giocatore più costoso nella storia inglese è stato ritoccato due volte: prima dai 122 milioni di euro bonus compresi che l’Arsenal ha dato al West Ham per Declan Rice e poi dai 133 milioni che il Chelsea ha pagato al Brighton per Moises Caicedo. E poi valutazioni che per il resto delle grandi leghe d’Europa sono fuori mercato. Come quella che l’Al Ittihad ha fatto per Salah, col Liverpool che ha detto no a 175 milioni, per la sua stella egiziana che la Saudi League voleva rendere il gioiello della sua corona. Anche per questo, nonostante i soldi sauditi, la Premier resta padrone del mercato.  

In mezzo

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È stata l’estate dei centrocampisti, con oltre un miliardo investito. Cifra a cui ha contributo anche Sandro Tonali, che il Newcastle ha strappato al Milan per 70 milioni. Il Liverpool ha completamente rifatto la mediana, ma tutte le grandi, a cominciare dal City campione di tutto, hanno aggiunto giocatori nel reparto. È stato anche il mercato dei giovani, del talento potenziale: Caicedo, il più pagato di sempre, ha 21 anni, i 10 acquisti più costosi della sessione sono tutti sotto i 25, con un’età media di 21,9. Cinque squadre hanno speso più di 200 milioni, 12 su 20 sono andate oltre i 100. L’eccezione è il neopromosso Luton, col suo mercato da 20 milioni. 

Gli equilibri

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Il City è rimasto la squadra da battere anche grazie ai 252 milioni spesi. Per due nuovi titolari come Gvardiol (3° acquisto più caro, 90 milioni) e Kovacic. E due diamanti grezzi come Matheus Nunes e Jeremy Doku, scelti per non far rimpiangere i partenti di Gundogan e Mahrez e l’infortunio di De Bruyne. L’Arsenal ha provato a ridurre il gap con 244 milioni investiti su Rice, Havertz e l’olandese Timber, subito k.o. Lo United ha fatto spese in Italia prendendo un nuovo portiere (Onana dall’Inter), un nuovo centravanti (Højlund dall’Atalanta) e un nuovo centrocampista (Amrabat, in prestito oneroso dalla Fiorentina, uno dei colpi dell’ultimo giorno), ma resta la terza forza. Come il Newcastle, che pure con Tonali si è rinforzato, resta dietro, col Liverpool (Szoboszlai l’acquisto più caro, 70 milioni) che ha tanta voglia di colmare il gap. Come il Chelsea, che ha di nuovo speso quanto interi campionati e stravolto la squadra puntando più di tutti sulle promesse: Caicedo e Lavia sono costati complessivamente 196 milioni (più di quanto hanno speso 15 squadre su 20), ma insieme fanno 40 anni e nemmeno 75 presenze in Premier. Tra chi sta dietro, il Tottenham ha messo quasi 270 milioni (anche per Vicario e Udogie, con Tonali e Zaniolo i volti nuovi italiani in Premier) per dimenticare la cessione eccellente di Harry Kane, la star più grande ad aver lasciato la Premier (per 115 milioni più bonus). Degli Spurs anche l’ultimo colpo: Johnson dal Forest per 50 milioni.

La zampata

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Nel mercato dove non si bada a spese, il colpo più intrigante potrebbe essere stato fatto a zero: Ansu Fati, dal Barcellona al Brighton in prestito gratuito. Roberto De Zerbi si è mosso in prima persona per assicurarsi che il 20enne scegliesse i gabbiani, che hanno speso quasi 100 milioni per una squadra all’altezza della loro prima volta in Europa e della loro voglia di Champions. Con De Zerbi a spronarlo, Fati conta di tornare ai livelli con cui qualche anno fa si è conquistato l’etichetta di nuovo Messi. E il Brighton avrebbe fatto il colpaccio senza aver speso un euro.

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