Il Genoa non muore mai: in dieci contro il Verona fa 2-2 al 94′!

Non basta ai veneti andare due volte in vantaggio: nel recupero il gol del definitivo pari è di Badelj. Liguri con un uomo in meno dal 77′ per l’infortunio di Pellegrini

Juric, che beffa. Il Genoa agguanta un clamoroso pareggio contro il Verona (2-2 il finale) al 50’ della ripresa con Badelj, dopo una gara complicata e conclusa dai rossoblù con gli ultimi diciannove minuti in inferiorità numerica per l’infortunio di Pellegrini, che ha lasciato i compagni in inferiorità numerica nel complicato finale. La squadra di Ballardini centra il settimo risultato utile consecutivo e arriva a diciannove punti raccolti nelle prime dieci partite della gestione-Ballardini. Il sorprendente Verona dell’ex tecnico rossoblù interrompe la serie di tre k.o. esterni di fila e rinforza la sua classifica, anche se è colpevole di non avere sfruttato il maggior numero di occasioni create. Rossoblù a lungo sottotono nel primo tempo, meno efficaci delle ultime uscite e in difficoltà sino a quando i gialloblù sono riusciti a mantenere un pressing altissimo e il dominio sulle fasce.

DUE VELOCITà

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Ballardini recupera Criscito in difesa e Badelj in regia, con Pjaca a far coppia in attacco con Destro. Juric, con Faraoni al rientro, conferma il consueto 3-4-2-1. Ritmi molto alti in avvio, Verona aggressivo sugli esterni (dove i padroni di casa faticano, specialmente sulla corsia di Czyborra), Genoa meno coraggioso del solito. Perché il Verona è rapido, ma sempre preciso nei passaggi, mentre la squadra di Ballardini si affida a lanci lunghi saltando la mediana, senza però mai sfruttare le seconde palle. Gara molto tattica, che viene sbloccata dagli ospiti al 17’: un errore di Czyborra su Barak permette al ceco di servire Ilic, bravissimo a battere a rete di sinistro. Un gol che dà ulteriore fiducia agli ospiti, colpevoli però di mancare un raddoppio già fatto (erroraccio di Lasagna) su un pallone messo in profondità da Gunter. L’attaccante calcia incredibilmente a lato sull’uscita di Perin a porta vuota. Ma il Genoa fatica, è ingolfato in attacco, perdendo così velocità e imprevedibilità. Pjaca (26’) spreca un diagonale colpendo fuori misura e dopo qualche scintilla Zaccagni-Radovanovic in seguito a un duro intervento di Lasagna su Criscito, la squadra di Ballardini alza il baricentro e riprende a spingere. Il Verona, pressato, si abbassa e prima dell’intervallo i rossoblù vanno vicini al pari con Zajc servito da Pjaca (47’).

SI CAMBIA

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Ballardini nell’intervallo cambia il Genoa, passando al 4-3-1-2, con Pjaca alle spalle della coppia Destro-Shomurodov (fuori Zajc): proprio l’uzbeko (3’) firma il pari sfruttando un pallone perso da Cetin (subentrato a Lovato). Il pari rossoblù riaccende gli ospiti, vicinissimi due volte al raddoppio in appena trenta secondi, prima con il palo di Lasagna (7’) e subito dopo con il solito Barak, fuori di un soffio. Il Genoa soffre in mezzo e allora Ballardini rinuncia a Pjaca. Dentro Rovella, che gli dovrebbe garantire più velocità. Ma nulla possono gli uomini di Ballardini contro un Verona di nuovo prepotentemente padrone della mediana e in grado di produrre una spinta costante sul piano offensivo: così, al 16’, i gialloblù tornano avanti con Faraoni, freddo nell’esecuzione sfruttando la posizione di Perin fuori dai pali dopo un’uscita.

GRIFONE IN DIECI

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Il numero uno genoano evita il terzo gol chiudendo su Zaccagni (18’), e con una squadra in evidente difficoltà Ballardini passa al 3-4-1-2, inserendo Scamacca e Pandev per Destro e Strootman. Ma Barak è inesauribile e Lasagna sempre pronto a colpire: i rossoblù tentano di arrivare al pari, ma rimasti in dieci pare un’impresa impossibile. Ballardini non s’arrende: passa al 4-3-2, e proprio all’ultimo assalto Tameze rinvia male e Badelj da fuori area beffa Silvestri e fa esplodere la panchina genoana.

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