Il Gallo e il tris che lo avvicina al mito Pulici: “Sta nascendo qualcosa di bello”

Belotti, una tripletta da sogno: “Insieme a Juric ci eravamo promessi di fare un campionato diverso dagli ultimi due. Tutti abbiamo dato qualcosa in più”

Dal nostro inviato Mario Pagliara

1 maggio – EMPOLI

“Ehi ragazzi, non scappate: oggi dovete firmare tutti”. Empoli-Torino è finita da pochi minuti, Andrea Belotti entra nello spogliatoio con il pallone della partita tra le braccia. “Convoca” a modo suo i compagni e uno alla volta tutti passano da lui per autografare il pallone della tripletta. Il canto del Gallo, stavolta, è dolcissimo, bellissimo. “Oggi tripla felicità”, racconta Andrea Belotti prima di salire sul pullman che ha accompagnato il Torino alla stazione di Empoli dove è rientrato a Torino con un treno charter. Appena ha scoccato la tripletta, in pieno recupero in casa dell’Empoli, Belotti è corso ad abbracciare Ivan Juric in panchina. Poi si è preso il pallone, lo ha fatto firmare a tutti i compagni e, felice come un bambino, lo ha messo in borsa e se l’è portato a casa.

Destino

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Forse sarà stato pure un segno del destino che il Toro abbia vinto per la prima volta nella propria storia ad Empoli con una tripletta del suo capitano. Di colui che nella recente storia contemporanea è stato il suo uomo simbolo: perché con quelli di oggi Belotti raggiunge la quota dei cento gol in Serie A, come era già accaduto a un mostro sacro della storia torinista come Paolo Pulici. In tutte le competizioni sono 113 gol con la maglia granata in sette stagioni. “Questa tripletta ha un valore altissimo – racconta Belotti -. Io dico sempre che il gol per un attaccante è tutto. Oggi sono riuscito a farne tre, ma soprattutto la squadra è riuscita a vincere e nel nostro percorso è veramente importante”.

Superga arriviamo

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Sembra, poi, ancora di più un segno del destino che questa tripletta apra, di fatto, le celebrazioni del 4 maggio lungo la scia della memoria del Grande Torino. Domani la squadra riposerà prima di riprendere gli allenamenti martedì, ma il pensiero del capitano vola già a ciò che accadrà mercoledì 4 maggio. Dopo i due anni della pandemia, la gente del Toro tornerà sul colle di Superga per ricordare gli Invincibili. Prima la messa all’interno della Basilica, poi la lettura dei nomi dei Caduti di quell’infausto e indimenticabile 4 maggio 1949 ad opera proprio di Andrea Belotti. Come è sempre accaduto, toccherà al capitano e – oltre all’emozione e al trasporto di sempre – sarà anche il momento per raccogliere l’applauso della propria gente dopo questo exploit in Toscana.

Qualcosa di bello

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Ha giocato poco, quest’anno, il Gallo, fermato tre volte dagli infortuni. E due volte è rimasto in infermeria per una cinquantina di giorni. Però si è sempre sentito parte del progetto-Juric. Anche in questa sua domenica di festa non lo nasconde: “Sta nascendo qualcosa di bello – dice -. Da inizio anno abbiamo fatto tutte grandi partite e in noi sta crescendo una consapevolezza che aumenta sempre di più. Siamo una squadra che non molla mai, perché fin dalla prima giornata insieme al mister ci eravamo promessi di fare un campionato diverso da quelli dei due anni passati. Abbiamo tirato fuori tutti quel qualcosa in più che era mancato”. Con i tre di oggi Belotti è salito a 8 gol in campionato. Gliene mancano due per chiudere il settimo campionato di fila con il Torino in Serie A in doppia cifra. Un romanzo scritto finora nella storia torinista solo da Paolo Pulici.

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