Il futuro della Serie B è adesso

Il futuro è adesso. E non solo perché la sosta ha dato spazio alla politica sportiva con tante cose che bollono e ribollono in pentola e chissà cosa davvero annunciano. Nel piccolo mondo antico della B, intanto, qualcosa è già accaduto. Perché, se è vero che Nicchi s’è tirato indietro dopo aver assicurato massimo sostegno alla Lega per l’introduzione del Var, il presidente Gravina ha messo all’ordine del giorno e approvato nell’ultimo Consiglio Federale, la possibilità di allargare ai club cadetti il bonus di valorizzazione, premiando così la tenacia di Balata, uno che non molla mai. Finalmente, verrebbe da dire. Considerando che da anni la categoria è diventata una palestra per talenti, fornendo al calcio italiano campioni da far maturare in A, cosa che raramente poi avviene. Archiviate la rassicurazioni del ministro Patuanelli che s’era incredibilmente dimenticato della Serie B nell’annunciare ristori per il calcio di Terza Serie e per basket e pallavolo, c’è da dire che la partita vera è altrove. E si giocherà, infatti, tutta nella capacità di costruire rapporti più proficui di quelli rimasti sulla carta in passato. Soprattutto con la Lega di Serie A che si sta organizzando in proprio per far crescere risorse cospicue dalla vendita dei diritti televisivi. Dopo aver rivendicato il rispetto dei patti risalenti all’accordo di separazione, evitando la prescrizione di somme vitali in concomitanza della crisi economica, Balata ha già annunciato che la B rivendicherà il giusto facendo pesare il ruolo che la categoria ha avuto negli anni nell’interesse del sistema. Come dire: il futuro è adesso. Andiamo a vedere come sarà!

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