Il colpo di genio di Allegri: le mosse che hanno trasformato la Juve

Per la prima volta in questa stagione la Juve ha giocato una bellissima partita, vincendola ben oltre i due gol di scarto. Giustamente una grande parte del merito del 4-2 sullo Zenit è stata attribuita a Dybala, rivisto a livelli assoluti, i suoi livelli. Ma le prodezze di questo fantastico 10 non devono offuscare il lavoro e il gioco di una squadra che, proprio per la prima volta, si può definire tale.

La spinta in avanti

Martedì sera in Champions la Juve ha giocato con due ali d’attacco (Chiesa e Bernardeschi), un regista (Locatelli) noto anche per le sue incursioni offensive, un centrocampista (McKennie) che come principale caratteristica ha proprio quella degli inserimenti con e senza palla, due attaccanti puri (Morata e Dybala), un terzino (Alex Sandro) che attacca spesso, un altro terzino (Danilo) che attacca meno ma attacca e due difensori (Bonucci e De Ligt) più bravi a impostare che a difendere (opinione che si riferisce soprattutto all’ultimo Bonucci). Fuori i palleggiatori che rischiano di rallentare la manovra (Arthur), fuori Rabiot (meno offensivo di Bernardeschi), fuori un mediano puro (Bentancur). Per come era disposta tatticamente è stato giusto indicare il modulo nel 4-4-2, ma per le caratteristiche dei giocatori era un modulo da 4-2-4 (…)

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Allegri: "Ultimi 5 minuti sono l'emblema di quello che siamo ora"

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Allegri: “Ultimi 5 minuti sono l’emblema di quello che siamo ora”

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