Il Cile denuncia l’Ecuador e vuole il Mondiale: “Falsificati i documenti di Castillo”

La federazione cilena ha presentato un reclamo ufficiale alla Fifa. Sostiene che gli ecuadoriani hanno schierato un giocatore di nazionalità colombiana. Se il reclamo venisse accolto, la Roja potrebbe partecipare a Qatar ’22

Il Cile nutre ancora una piccola speranza di partecipare ai prossimi Mondiali. Ne è convinta la federazione, pronta a dare battaglia dopo aver scoperto una presunta irregolarità perpetrata dall’Ecuador nel corso del girone eliminatorio. In concreto, la “Tri” allenata da Gustavo Alfaro è accusata di aver schierato a più riprese un giocatore in realtà di nazionalità colombiana. La federazione cilena è così certa “dell’imbroglio” da aver inviato un reclamo formale contro l’Ecuador alla Commissione Disciplinare della Fifa. “Abbiamo presentato una denuncia ufficiale contro la federazione ecuadoriana e contro il giocatore Byron Castillo dopo aver scoperto l’esistenza di un falso certificato di nascita utilizzato per consentire a quest’ultimo di giocare per un’altra nazionale. A sostegno della nostra accusa – si legge nel comunicato ufficiale diffuso dai vertici della Roja – abbiamo raccolto numerose prove che indicano come Castillo sia nato a Tumaco il 25 giugno del 1995 e non il 10 novembre del 1998 in Ecuador come invece appare nei documenti trasmessi alla Fifa”.

Il caso

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Il primo a sollevare il caso è stato un giornalista colombiano, Sebastian Bejarano, che la scorsa settimana ha pubblicato su twitter i presunti documenti veri di Castillo. L’eco della vicenda è presto risuonata in Cile, dove i vertici dell’Anfp hanno dato mandato ai propri legali di fare ulteriori approfondimenti per capire se ci fossero i margini per chiedere la vittoria a tavolino nelle due sfide giocate contro l’Ecuador, con Castillo in campo in entrambe le circostanze. Le prove raccolte hanno evidentemente convinto la federazione cilena, che oggi è passata all’attacco con una denuncia formale e la conseguente richiesta dei sei punti a tavolino. La federazione ecuadoriana aveva cercato di gettare acqua sul fuoco nel fine settimana, sostenendo – tramite nota ufficiale – che si trattasse di “accuse prive di fondamento relative a un procedimento giudiziario ormai passato in giudicato, peraltro con la totale assoluzione di Castillo”.

Il precedente

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La Fifa adesso è chiamata a investigare e il Cile spera nel ribaltone che gli consentirebbe di accedere ai Mondiali per la porta di servizio. Sì perché, se le accuse della Roja fossero fondate, l’Ecuador rischierebbe seriamente di perdere tutti i punti conquistati nelle partite in cui ha schierato Castillo (otto), finendo per scivolare dal quarto posto, l’ultimo. A beneficiarne più di tutti sarebbe il Cile, che grazie ai sei punti in più salirebbe al quarto posto conquistando quindi l’accesso diretto. Negli uffici dell’Anfp c’è fiducia che il reclamo venga accolto, perché i legali messi in campo vinsero già quattro anni fa in una situazione analoga, consentendo alla Roja di conquistare due punti aggiuntivi a tavolino contro la Bolivia per il caso di Nelson Cabrera (nazionalizzato boliviano senza averne i requisiti).

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