Il capolavoro di Pecchia non è solo il Parma in volo per la A

Il veleno si annida sempre nella coda. Per avere conferma chiedere a Giovannino Stroppa che a Palermo perde una gara che avrebbe potuto più volte chiudere se la sua Cremonese fosse stata concreta e spietata. Invece di smarrirsi in qualche palleggio di troppo che ha finito poi per spossarne la tenuta. Se la gode così il Palermo di Corini che, dopo aver ingoiato più di qualche boccone amaro nei recenti finali fatali (a Parma 2 gol nei 5 di recupero prima del pari di Como), vince addirittura al 97’ e si riporta a soli 3 punti dal 2º posto che vale, pensate un po’, la promozione diretta. Contestato, ma difeso dalla proprietà non solo per non darla vinta ai tifosi, evidentemente, il tecnico bresciano piazza il colpo della vita e al giro di boa dimostra che c’è anche il Palermo per la A. Un obiettivo che resterà ancora una chimera, invece, per Sampdoria e Bari, complice il pareggio griffato dall’ex Sebastiano Esposito al “Ferraris” al 92’ dopo la magia di Menez che innesca Sibilli per il gol del possibile blitz, prima di farsi incredibilmente espellere per aver applaudito l’arbitro. Alla fine evapora il francese dal campo e la preziosa vittoria per Marino con la quale sarebbe tornato quasi in gioco per il perimetro playoff, obiettivo per il quale bisognerà lottare con un’altra testa e maggiore attenzione. E con qualche inevitabile rinforzo dal mercato.
     Chi potrebbe già averlo messo in banca il proprio ambito traguardo è il Parma di Fabio Pecchia. La capolista allunga sulle dirette antagoniste tra le quali solo il Como è in grado di tenerne il passo, col Venezia che frena e il Catanzaro che cade. I punti dei ducali certificano con quanto merito si siano issati al comando lassù, con il miglior rendimento della storia del Parma in B: superati di ben 8 punti i 33 (ricalcolati) del 1989/90, l’anno della promozione firmata da un certo Nevio Scala, icona di un calcio vincente e mai più riproposto. Ora ci siamo. Nella scorsa stagione, l’ex vice ed emulo di Rafa Benitez era a quota 27. Ma è la crescita complessiva dei tanti talenti a disposizione il capolavoro di don Fabio che in A è già salito con Verona e Cremonese, prima di gettarsi a capofitto in questa avventura parmense che profuma di storica impresa. Da Man a Mihaila, da Bernabè a Balogh, da Circati a Benedyczak, a Sohm…. sono tanti i calciatori emergenti sul quale costruire il futuro dei ducali.  

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