Il calvario di Sensi: “Gli infortuni mi hanno tolto il sorriso”

In nerazzurro 168 giorni di stop, 29 saltate, 19 giocate. “Ho vissuto male questi momenti: difficile mascherare il malessere”. L’ultimo intoppo nel riscaldamento prima della gara di coppa con la Fiorentina

Niente, la luce proprio non si vede. Cosa succede a Stefano Sensi? Pare che il centrocampista dell’Inter abbia una sfortuna tutta sua: farsi male al momento sbagliato o dopo una sfilza di momenti giusti. Ultimo esempio: avrebbe giocato titolare in Coppa Italia contro la Fiorentina, ma durante il riscaldamento la Dea bendata l’ha colpito. “Problema al polpaccio, Sensi in panchina”. Altro sgambetto di un destino beffardo, altra gara in cui ha visto vincere i suoi senza giocare.

calvario

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Il bello è che la sua avventura all’Inter era iniziata alla grande: 3 gol e 4 assist nelle prime sette l’anno scorso, appena arrivato dal Sassuolo. Poi? Buio: due infortuni di fila agli adduttori, poi di nuovo il polpaccio, l’infrazione al piede e infine un’ultima lesione muscolare. Totale: 19 partite giocate e 29 saltate (168 giorni di stop). A novembre di quest’anno si è sfogato su Instagram: “Una serie di infortuni hanno rallentato la mia crescita professionale. La mia vita. Mi hanno tolto il sorriso”. Perché quando ti fai male spesso rifletti di più, fai giri mentali, guardi gli altri giocare e dai il triplo per tornare. Sensi l’ha sempre fatto. Nonostante abbia nuove cicatrici da mostrare. “Ho vissuto male tutti questi stop, è difficile mascherare il malessere”. E la luce è ancora fioca.

quanti stop

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A ottobre 2020 è stato fuori un mese per problemi muscolari, in stagione ha giocato solo 9 partite di cui una sola da titolare (contro il Benevento). Conte ha detto più volte di voler vedere il “vero Sensi”, il 25enne di fuoco che segnò 3 gol nelle prime 7 in maglia nerazzurra. Rivelazione. Tuttavia, un Sensi senza stop non si vede dai tempi di Cesena in B. Stagione 2015-16, Stefano si guadagna il soprannome di “maestro” perché in regia è lui a dettare i tempi. Gioca 32 partite, segna 3 gol, prima di giocare passa le serate a guardare i video di Xavi su YouTube. In estate il Sassuolo piazza il colpo e lo mette regista, ma quanti stop. Annata 2016-17: 19 partite, un gol e 15 gare saltate per infortunio (75 giorni in infermeria). E ancora, 2017-18: 10 volte out (55 giorni). La stagione migliore resta la 2018-19, un solo stop di due settimane e 30 partite con 2 gol (circa duemila minuti giocati, poi sempre di meno). Dopo un bel campionato l’Inter lo porta a Milano. Perché alla fine il dubbio non esiste: quando Sensi sta bene è un giocatore di livello, detta i tempi, arriva pure in zona gol. È un talento. Quand’è stato in forma ha giocato e segnato pure in Nazionale (2 reti in 6 partite). Ogni volta che entra dà la scossa. Mancini ne parlò così cinque anni fa: “È bravo, tecnico, veloce e con personalità”. Promosso. Peccato per la pace che manca da un po’. Ora anche l’ultimo con la Fiorentina, 10’ prima di giocare titolare. La fortuna non è dalla sua.

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