Il Benevento di Vigorito: nuovo incantesimo per un futuro sostenibile

«Prima di tutto, voglio dire una cosa». Per usare una metafora eolica cara all’interlocutore, campione del mondo in materia, sul calcio italiano spira un forte vento che può diventare bufera, impoverendone ancora di più le risorse al tempo della più grave congiuntura economica che il sistema professionistico sta affrontando, dopo due anni di pandemia. Oreste Vigorito, presidente del Benevento e neo vicepresidente della Lega B eletto all’unanimità dai colleghi, parla forte e chiaro: «C’è un piccolo articolo di un provvedimento, operativo dal 1° gennaio 2023, che imporrà il prelievo di una percentuale della mutualità calcistica generata dai diritti tv, per girarlo ad altri sport. Questa è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Faccio mie le parole di Gabriele Gravina, pronunciate dopo l’ultimo consiglio federale: la misura riguarda un ente privato che viene saccheggiato per finanziare altri organismi. La norma è fuori da ogni logica e mi auguro venga rivista».

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Davide e Golia

Incontro sulla Piazza Grande del Corriere dello Sport il signore e gentiluomo che per due volte ha portato il Benevento in Serie A, la seconda a suon di record firmati da Filippo Inzaghi e per due volte è tornato in B, con dignità e orgoglio inconfondibilmente sanniti, forte della sportività di un pubblico che nel giorno della retrocessione, si levò tutto in piedi applaudendo i propri giocatori appena retrocessi. Una memorabile lezione di fair play, valore da sempre vigoritiano. Per avere un’idea del carattere dell’uomo, fa testo la reazione agli striscioni che, alla fine del maggio scorso, un gruppo di tifosi aveva affisso nei pressi dello stadio intitolato a Ciro, il fratello di Vigorito, scomparso dodici anni fa. In suo nome, con un enorme sforzo finanziario e organizzativo, Oreste ha portato il Benevento a livelli mai raggiunti nei 93 anni di storia che si compiranno ufficialmente il 6 settembre. All’invito ad andarsene, perché reo di avere mancato la promozione e di avere annunciato una svolta austera nella gestione del club (taglio al monte ingaggi, costruzione di una squadra giovane), Vigorito rispose in tackle scivolato: «Il presidente comunica alla città, alla tifoseria, alle istituzioni e a tutti quelli che in questi anni di meravigliosa esperienza lo hanno accompagnato: nei prossimi giorni chiederà un incontro con il sindaco, Clemente Mastella, al fine di consegnargli il titolo sportivo del Benevento non avendo la volontà di iscriverlo al prossimo campionato. Nulla potrà cancellare gli anni vissuti, il ricordo e l’affetto ricevuto dalla città e dall’intera provincia, ma è arrivato il momento di mettersi da parte lasciando ad altri il compito di tenere alto il nome del Benevento». La reazione dei beneventani fu immediata: plebiscitario l’invito a rimanere alla guida della società, pieno il sostegno alla svolta nella strategia presidenziale. Due mesi dopo, il padre dell’energia eolica italiana, annuncia «un rivoluzionario ritorno al passato, al calcio degli Anni Venti, inteso come passione pura, valorizzazione del vivaio, risposta ai fondi che investono sì nel nostro calcio, ma non certo per entusiasmo, ma per fare business. Tutto questo non è cosa. Noi siamo come Davide contro Golia e non mi pare che alla fine abbia vinto Golia».

“Non chiamatela A2”

Sorride sornione il Davide di 75 anni che ama il calcio senza se e senza ma. Lucida la fionda: «Benevento ha capito lo spirito e le intenzioni delle mie parole: quei primi seimila abbonamenti già sottoscritti sono lì a dimostrarlo. Non bisogna avere paura di dire le cose come stanno. Le faccio alcuni nomi dei nostri ragazzi: Mattia Viviani, 21 anni; Christian Pastina, 21 anni; Riccardo Capellini, 22 anni; Angelo Talia, 19 anni; Siriky Sanogo, 20 anni e potrei andare avanti. Abbiamo impostato un piano triennale, ragionato e razionale per impiegare al meglio le risorse disponibili: questa è l’unica strada che dovevamo e potevamo imboccare». Mai come nell’Anno Domini 2022, la Serie B è il campionato degli italiani. Vigorito annuisce: «La definizione è del presidente Balata e non poteva essere più azzeccata. No, non mi piace l’etichetta di Serie A2: noi siamo la Serie B, il torneo che unisce l’Italia dal Nord al Sud; dal Sudtirol, storico neopromosso al Palermo, storico ritorno di un club che appartiene a tutto il calcio. Ci sono cinque capoluoghi di regione (Genova, Venezia, Bari, Cagliari, Palermo); ci sarà una massiccia risposta di pubblico, ci sarà un grande equilibrio, anche perché in campo non vanno i sindaci delle grandi città…».

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“No alla Superlega”

Riferisco a Vigorito ciò che un direttore sportivo di lungo corso ha vaticinato: «La nuova Serie B sarà talmente combattuta che, allo stato attuale, ci sono almeno 16-17 squadre potenzialmente in lizza per essere promosse. E 16-17 squadre che possono arrivare sedicesime o diciassettesime». Ritorna il sorriso sornione: «Il bello di questo campionato sono le sue sorprese. Nell’ultimo c’era uno squadrone che, se avesse giocato in Serie A, sarebbe stato indiziato di qualificazione all’Europa League: malauguratamente è rimasto in B». A proposito di Europa: ha sentito, presidente? Barcellona, Juve e Real Madrid vogliono fare sempre la Superlega, anche se dopo il fallimento del primo progetto e temendo di rimanere scornati davanti alla Corte di Giustizia europea, adesso parlano di campionato europeo riservato ai club. Visto da Benevento, che ne dice? «Quand’eravamo in Serie A, sentivo parlare della necessità di accrescere lo spettacolo grazie alle sfide delle Grandi italiane con le Grandi d’Europa o supposte tali: per fortuna, la Roma ha vinto la Conference League perché non mi sembra che negli anni scorsi le altre squadre italiane si siano coperte di gloria nelle Coppe. I campionati nazionali sono fondamentali per la sopravvivenza del calcio e della Nazionale: nella passata stagione la Serie B è stata la principale fornitrice di giocatori al Club Italia. Macché Superlega: se il calcio è il nuovo oppio dei popoli, chi pensa solo ai soldi sta togliendo anche l’oppio. La strada da percorrere è tutt’altra: prezzi dei biglietti ribassati, agevolazioni per il pubblico femminile che ha sempre più voglia di andare allo stadio, purché non debba svenarsi. A Benevento stiamo andando in questa direzione e non torneremo indietro: è una questione di sopravvivenza. Dicono che il pallone sia un grande circo. Può essere. Ma bisogna stare molto attenti a che il circo non chiuda perché, quando lo spettacolo finisce, arrivano i clown».

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3,55 euro a partita

Avevo incontrato per la prima volta Vigorito, cinque anni fa, al tempo della prima promozione in Serie A. Mi aveva colpito quella scena, rimasta nella memoria collettiva di tutti i tifosi sanniti: Oreste che fa il giro del campo a perdifiato, per festeggiare un traguardo storico. Mi disse: «Non ero solo, con me c’erano mio padre, mio fratello e mia sorella, scomparsi in questi anni eppure sempre al mio fianco. No, quella sera non correvo da solo, correvo con loro». Cinque anni dopo, il presidente non è cambiato. E’ cambiato l’incantesimo dello Stregone. Per il Benevento, Vigorito ha fatto di tutto: non ha lesinato nessuno sforzo, per la squadra, per la società, per le sue strutture (lo stadio e il centro sportivo Avellola), per il suo vivaio. «Una società è sana se ha i conti in regola. Le esperienze vissute in questi anni ci hanno insegnato molto. Il calcio è un gioco meraviglioso; oggi, per raggiungere il massimo è più che mai necessario essere attenti alla gestione dei bilanci e delle risorse che ogni società ha a disposizione. Ed è ciò che a Benevento stiamo facendo». Il presidente ha la memoria lunga, ricorda che in quei giorni di fine maggio furono preziose le parole dei tifosi della Curva Sud che presero posizione in modo netto: «Chiediamo direttamente a Vigorito di ritornare sui suoi passi e di dare vita quanto prima alla campagna abbonamenti perché siamo desiderosi di tornare allo stadio e di incitare, come sempre, la nostra Strega. Chi ama questi colori non molla mai». Dove si dimostra che i tifosi sono il primo patrimonio di ogni società, altro che clienti. Vigorito l’ha sempre saputo. Alla sua gente l’ha dimostrato ancora una volta, con i prezzi della nuova campagna abbonamenti, i più bassi della Serie B: 64 euro per Under 18, Over 65, donne e tifosi della provincia, io che significa un costo medio a partita di 3,55 euro. Per i residenti a Benevento, prezzo di 80 euro (media 4,44 euro a partita); per i distinti 100 euro l’intero e 80 euro il ridotto. Per chi non si abbona, una curva costa soltanto 14 euro a partita. E questa non è una stregoneria.

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