Il Bayer Leverkusen sfida ancora la Roma: “Sarà la nostra rivincita”

ROMA – Non li ha battuti ancora nessuno. Segnate questa data: 27 maggio 2023. E’ il giorno dell’ultima sconfitta in partite ufficiali del Bayer Leverkusen, che un paio di settimana prima aveva subìto anche l’1-0 fatale dalla Roma di Bove. Era l’ultima di Bundesliga e, senza più motivazioni, i ragazzi di Xabi Alonso si sbriciolarono nello stadio del Bochum (0-3). Da allora però parliamo di un rullo compressore: 36 vittorie e 6 pareggi in 42 partite tra campionato e coppe, con lo storico titolo che ha trasformato il brutto anatroccolo soprannominato Neverkusen in cigno brillante e vincente e una finale di Coppa di Germania da giocare da grande favorito contro il Kaiserslautern, che oggi occupa il penultimo posto in seconda divisione. 

Bayer Leverkusen, sogno tripletta

E’ evidente che nella testa dei tedeschi la suggestione della tripletta, due trionfi in patria più l’Europa League, si sia evoluta in un progetto concreto. L’anno scorso eliminare la Roma e andare in finale era considerato un «traum», un sogno raffigurato nelle maglie consegnate ai tifosi all’ingresso alla BayArena. Adesso invece la rivincita è un’opzione che risponde alla logica dei risultati stagionali. Tanto è vero che lo staff di Xabi Alonso, dopo il pareggio contro il West Ham che ha certificato la qualificazione, ha esultato quando ha verificato sullo smart phone che l’avversaria sarebbe stata la Roma e non il Milan. Nel video, diffuso velocemente attraverso il web, Xabi Alonso rimane impassibile accanto ai collaboratori, perché conosce i rischi di certe manifestazioni: De Rossi, che a caldo non ha voluto commentare il filmato, ricorderà ogni giorno ai suoi giocatori che il Bayer Leverkusen è contento di incontrarli.  

Straordinari 

Ma al di là delle scaramucce, rinfocolate dalla frase del Ceo del club, l’altro spagnolo Fernando Carro, che ha parlato di «rivincita» rispetto alla semi del 2023, il Bayer Leverkusen è una squadra forte che sta vivendo la sua stagione magica. Soprattutto in Europa e soprattutto nella doppia sfida contro il Qarabag, l’ha scampata bella grazie all’ex romanista Patrick Schick, sia all’andata sia al ritorno. Ma al di là di qualche difficoltà, il 3-4-1-2 di Xabi Alonso è stato un meccanismo quasi perfetto. Il piano estivo di abbinare giocatori esperti di grande sostanza (Xhaka, Grimaldo) a elementi giovani di talento puro (Wirtz, Frimpong, Hincapie) ha funzionato meravigliosamente. Finora, chiaro. 

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