Ibra, devi un favore al Milan: portalo in Champions. Minoliti risponde ai lettori

Dopo la sconfitta contro la Lazio i rossoneri si ritrovano fuori dai primi 4 posti. Ora tocca allo svedese, fresco di ricco rinnovo

Prosegue “Zona mista rossonera”, un appuntamento dedicato ai tifosi del Milan. Un modo per confrontarsi sui temi di attualità della squadra, per commentare i risultati e le strategie societarie. Ogni volta potrete commentare l’articolo e offrire nuovi spunti di riflessione. Nino Minoliti, giornalista della Gazzetta e curatore di questa rubrica, interverrà nel dibattito.

Quali rimedi

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Dopo essere stato in testa (per le prime 21 giornate) o secondo (fino a ieri sera) il Milan in seguito alla secca sconfitta con la Lazio si è ritrovato quinto, tecnicamente fuori dalla Champions. Il calo degli uomini di Pioli è certificato dagli 11 punti in meno raccolti sin qui nel girone di ritorno rispetto a quello d’andata. Un rallentamento che rischia di costare carissimo. Che fare adesso? Quale può essere la soluzione per cercare di non affondare definitivamente? A chi ci si può aggrappare per non sciupare il lavoro di una stagione che, sin qui, è stata comunque più che apprezzabile? Immaginiamo che siano le domande che ronzano nelle mente dei dirigenti, dei tecnici e dei giocatori del club e ovviamente anche in quelle dei tifosi. Ora, noi riteniamo che in questo momento ci sia una persona che, più di ogni altra, deve prendersi sulle spalle la squadra, anche per restituire al Milan ciò che quest’ultimo gli ha dato. Questa persona si chiama Zlatan Ibrahimovic. Intendiamoci, se il vecchio Diavolo è tornato a sognare molto lo deve al fuoriclasse svedese, che ha risvegliato orgoglio e ambizioni e ha fatto da guida ai tanti ragazzi del gruppo. E siamo convinti che quando Ibra parla del Milan come della sua seconda famiglia, dica il vero, non sia soltanto una frase di circostanza. Ma ora ci vogliono i fatti, quelli che Ibra ha fatto parlare tanto nella prima parte della stagione e poco nella seconda. Tra Covid, infortuni, espulsione, Zlatan in campionato ha giocato soltanto 17 partite su 33, segnando 10 gol nelle prime 8 partite dei rossoneri e appena 5 nelle successive 25…

Tocca a Ibra

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E se è vero che mai come in questo suo crepuscolo di carriera lo svedese è sembrato immedesimarsi con le sorti di un club, tra tutti quelli in cui ha giocato, è anche vero che poche volte una società è stata tanto solidale, protettiva, generosa e addirittura “complice” con un proprio campione: il Milan ha rimesso Zlatan al centro del calcio che conta, ha dato un senso al suo autunno di campione, lo ha spalleggiato dentro e fuori del campo (vedi Sanremo…), gli ha permesso addirittura di riconquistare la nazionale. E come se non bastasse gli fatto firmare un ricchissimo contratto per la prossima stagione, che Ibra comincerà con i 40 anni quasi subito da compiere. Lo diciamo senza mezzi termini: ora come ora, Zlatan ha avuto dal Milan più di quanto gli abbia dato. Però può mettersi alla pari, in queste cinque partite che restano. Come? Prendendo per mano i suoi “figli” e portandoli in Champions, lui che l’anno scorso, dopo lo splendido finale di campionato disse che il Milan avrebbe vinto lo scudetto se avesse potuto contare dall’inizio sul suo apporto… Quindi, caro Zlatan: ora tocca a te.

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