I migliori giovani del Milan: da Alesi fino a Traoré e Gala. E Colombo brilla in prestito

Dal settore giovanile Pioli potrebbe pescare qualche carta utile. Il “panzer” Rossi, lo svedese Roback ma non solo. Con un occhio attento a chi è andato via per un solo anno

Francesco Pietrella

27 dicembre – Milano

Il Milan è il posto ideale per un giovane talento. Lo dice il lavoro di Pioli, lo ribadisce la classifica, lo confermano i dati: i rossoneri sono quarti per età media in Serie A, se consideriamo l’11 titolare (25,5 anni). Prima di loro solo Spezia, Empoli e Torino. E la Primavera? C’è qualche baby che può far comodo a Pioli? Il campionato va così così per i ragazzi di Giunti, la squadra è tredicesima a 17 punti, mentre in Youth League ha collezionato due pareggi in 6 partite. Tuttavia, nonostante il momento no, qualche talento interessante c’è. Chissà se nel corso dell’anno uno di loro potrà far comodo a Pioli.

Alesi, il 10 di Alcamo

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Scrivete il suo nome su Google e troverete un paio di cose. La prima è che anni fa l’aveva cercato lo United, la seconda è il super gol segnato con l’Under 15 nel 2019. Gabriele Alesi ha 17 anni, è un fantasista e arriva da Alcamo, Sicilia, vicino a Trapani. Due anni fa ha deciso di stregare il Milan con un gol da centrocampo all’improvviso. Scenario: campo Vismara, 1-1, il Verona segna e porta il pallone sul cerchio bianco della mediana, convinto che il pareggio sia cosa fatta, ma Alesi non ci sta. Si fa dare il pallone e calcia da 50 metri. Gol. I compagni entrano in campo, lui si leva la maglia e corre veloce. Sui social arrivano i like di Maldini e Sheva, mentre la rete fa il giro del mondo. “Prendi gol nel recupero ma vuoi vincere? Tira da centrocampo!”. Il Milan scrive così su Instagram. Alesi è un numero 10, può fare anche la seconda punta, quest’anno ha giocato 14 partite segnando un gol e servendo un assist. Ha un contratto fino al 2023. Da tenere d’occhio.

Traoré, il sedicenne d’oro

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Che il Milan fosse nel destino l’aveva capito subito: Chaka Traoré è stato il primo 2004 a debuttare in Serie A. Cinque minuti in campo contro Ibra, il 10 aprile 2021 in Parma-Milan 1-3, dove ha pure sfiorato il gol. Predestinato, soprattutto perché D’Aversa l’ha fatto giocare altre tre volte: due nella massima serie (Lazio e Samp), una in Coppa Italia (un minuto all’Olimpico contro i biancocelesti). Preso in estate per circa 600 mila euro, Traoré è un esterno d’attacco dal dribbling facile e tanto estro. Chi lo conosce dice che si farà. Quest’anno ha giocato 17 partite, segnato 5 gol e servito 3 assist. Ivoriano, destro che gioca a sinistra, fino a qualche anno fa si chiamava Cissè e giocava con questo nome. Chi lo accompagnò in Italia dalla Costa d’Avorio violò le norme per i calciatori minorenni. Fece credere alle autorità che il ragazzo arrivava nel nostro Paese per un presunto ricongiungimento familiare. Una bugia. Tempo qualche mese e Chaka – all’epoca ancora Cissè – viene notato dai dilettanti dell’Audace. Gioca qualche mese, fa bene, ma poi si scopre tutto. La persona che l’ha portato in Italia viene arrestata, lui continua a stupire. Nel 2019 lo vede Fausto Pizzi, ex responsabile del settore giovanile del Parma, e lo porta subito in gialloblù. Il resto è storia.

Gala, il faro dei 2004

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Altro titolarissimo di Giunti. Antonio Gala è un altro dei 2004 di cui si parla bene, centrocampista di qualità con 18 presenze, tre gol e due assist. Nato e cresciuto a Piscinola, quartiere periferico di Napoli, Gala è arrivato al Milan nel 2018 dopo aver sfiorato la Lazio. I biancocelesti l’avevano portato in Olanda a giocare una tournée di livello contro Psg, Ajax e City, ma i rossoneri sono stati più lesti. Raffaele D’Auria, presidente dell’Internapoli Kennedy, il club in cui ha iniziato a giocare, parlò di lui come “uno dei giovani più forti di tutta la Campania”. Rossonero grazie a un torneo vinto e Gallipoli. Si ispira a Zidane.

Rossi, il “panzer” di Roma

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Eccola qui la punta di peso, un metro e 80 di sportellate, reti e presenza in area. L’anno scorso lo chiamavano il “panzer” per via dei tanti gol nell’Under 17, 13 in 13 partite. Un paio di stagioni fa ha perso lo scudetto U15 in finale contro la Roma. Quest’anno ne ha messi solo un paio in Coppa Italia Primavera. Leonardo Rossi è nato a Roma e gioca al Milan dal 2018. I rossoneri l’hanno strappato ai giallorossi e portato al Duomo. Classe 2004 come Traoré, Gala e Alesi, Leo era la stellina dei giovanissimi regionali della Roma, prima punta rapida e veloce con qualche guizzo anche nelle giovanili azzurre: 5 gol con l’Under 15, 3 con l’U16. Quest’anno 4 reti in 21 partite.

Gli altri, da Kerkez a Roback

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Il primo nome è in difesa: al di là di Jungdal, promosso in prima squadra dopo lo stop di Maignan, occhio a Milos Kerkez, terzino sinistro ungherese diciottenne. In estate si è messo in evidenza segnando un paio di gol alla Pro Sesto in amichevole. Diciannove partite in stagione. Un altro da tenere d’occhio è Emil Roback, svedese come Ibra, punta rapida e scattante. Si è fatto già qualche panchina in prima squadra, quest’anno ha segnato 6 gol. Capitolo 2002: i più interessanti sono Enrico Di Gesù e Giovanni Robotti, centrocampisti di qualità, e Antonio Capone, seconda punta/trequartista. Curiosità: suo fratello Christian gioca in Serie B con la Ternana. Nel 2016 ha debuttato con l’Atalanta di Gasp in Coppa Italia.

In prestito

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Qualche ragazzo è in giro per l’Italia in prestito. Oltre a Pobega, 22 anni, quattro gol e un assist al Torino, c’è Lorenzo Colombo alla Spal. Quest’anno ha segnato 6 gol in 17 partite in Serie B, con un assist. Contratto fino al 2024, l’anno scorso è stato con Pioli fino a gennaio. In B ci sono anche Marco Brescianini, classe duemila, 5 partite a Monza, Gabriele Bellodi all’Alessandria (anche lui 2000, difensore) e Frank Tsadjout, punta del Pordenone (’99, un gol in 15 partite). Capitolo Serie C: Riccardo Tonin, 2001, ha segnato un gol a Cesena, Marco Frigerio è titolare alla Lucchese (2001, centrocampista), mentre Luan Capanni giochicchia alla Viterbese (2 gol in 22 partite, 2001). Oltre a loro anche Alessandro Sala al Renate (2001, mediano) e Antonio Mionic al Montevarchi (titolare con 16 partite, anche lui 2001).

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