I bitcoin invadono la Serie A a caccia di ricavi. Ma quanti dubbi

Anche l’Inter lancia i token a pagamento per interagire con il club. Cottarelli: “I tifosi diranno se funzionano, a me non piacciono”

Un passo dopo l’altro l’avanzata delle criptovalute dentro la Serie A continua. E ora coinvolge ancora di più i tifosi. Tra luglio e agosto nel mercato del nostro calcio sono entrate le piattaforme Socios.com e DigitalBits come sponsor di maglia di Inter e Roma e il marchio BitMex come sponsor di manica del Milan. Adesso il nuovo fenomeno legato ai bitcoin è pronto ad allargarsi. Visto che domani alle 13 parte l’avventura dei Fan Token $Inter. Sulla piattaforma Socios.com, che ha sostituito Pirelli dopo 26 anni e porta 20 milioni di euro a stagione nelle casse della società nerazzurra, sarà emesso un milione di token, i “gettoni” che garantiscono determinati diritti e/o servizi a chi li acquista, pagando in soldi veri trasformati in criptovaluta.

token

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I tifosi in tutto il mondo potranno comprare i token dei campioni d’Italia al prezzo fisso di lancio di 2 euro ciascuno e iniziare così a “interagire con il club”, come si legge nella nota interista. Nello specifico, chi prenderà i gettoni potrà partecipare a un sondaggio per scegliere un messaggio di incitamento che accompagnerà la squadra di Inzaghi sabato 18 nel match di San Siro contro il Bologna. Insomma, i tifosi comprando i gettoni si legano in modo nuovo ai club e i club scoprono una nuova fonte di finanziamento al di là della sponsorizzazione. D’altra parte basta pensare che nel 2021 Socios.com (legata a 55 società sportive nel mondo) ha avuto un giro d’affari derivante dai token di 200 milioni e ha diviso con le “sue” squadre la metà dei ricavi derivanti da acquisti, scambi e cessioni di token.

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cosa succede

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L’Inter è l’ultimo club di Serie A che entra nel mercato dei gettoni dei tifosi. Anche Juve, Milan e Roma hanno i loro token, che ieri valevano rispettivamente 8,80, 7,90 e 6,11 euro. Mentre all’estero i club che sfruttano il boom delle criptovalute sono tantissimi (dal Psg al City). Insomma, in una fase in cui si tenta di rilanciare l’economia del pallone, che solo in Italia ha perso la bellezza di 1,1 miliardi causa Covid, le strade per cercare di trovare nuovi soldi si sono diversificate. Sfruttando anche la passione dei tifosi nel mondo, compresi quelli che una partita dal vivo della squadra del cuore non l’hanno mai vista. Le società ci guadagnano, per i fan l’acquisto del gettone funziona come un investimento, che non piace a tanti economisti e fa venire qualche dubbio ai tifosi stessi. Ma ci sono dei rischi nel fare da “sponsor” al club?. “I fan token sono un prodotto di mercato e credo che quello che serve per avere un rapporto più vicino tra tifoso e squadra possa funzionare, sempre che vada bene al tifoso”, spiega Carlo Cottarelli, economista e presidente di Interspac, la società che ha lanciato un progetto di azionariato popolare a sostegno dell’Inter. “Aspettiamo prima di dare un giudizio sui token: vedremo cosa succederà con l’Inter però non esagererei nel dire che si tratta di criptovalute. In questo caso compri un token e puoi fare certe cose. Parlando di criptovalute beh, se qualcuno vuole investire lo faccia, io no: è troppo volatile il mercato, le oscillazioni e il tasso del cambio sono molto rischiosi e me ne tengo lontano”.

boom e flop

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Anche i token hanno un valore che può cambiare nel tempo. In un anno, per esempio, il Psg Fan Token ha guadagnato il 1400%: un’eccezione, e anche per questo nel contratto di Messi è stato inserito un bonus pagato proprio con i token, pari a circa 5 milioni di euro. Non sempre, però, l’operazione è stata un successo: in Inghilterra il West Ham è durato una sola stagione e poi ha abbandonato sotto la spinta dei tifosi, critici perché dovevano pagare per partecipare alla vita del club. “Il mercato dei token non è esteso come quello dei bitcoin, può anche darsi che le oscillazioni non siano rilevanti – ancora Cottarelli –. La risposta la daranno i tifosi, vedremo cosa succederà con l’Inter. L’ingresso di nuovi sponsor legati alle criptovalute d’altronde è il segno dei tempi: non mi piacciono molto ma entrano un po’ dappertutto. Con l’azionariato popolare promosso da Interspac siamo in un campo del tutto diverso. Abbiamo in programma il 24 settembre l’evento a Milano, stiamo definendo il consulente strategico che ci aiuterà nel business plan da presentare all’Inter. L’obiettivo per noi è la fine di ottobre, poi vedremo che cosa succede”.

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