Harakiri della Germania: il Giappone fa l’impresa e vince 2-1 in rimonta!

Tedeschi avanti con Gundogan su rigore, poi la nazionale asiatica si scatena nella ripresa e va a segno con Doan e Asano

Dal nostro inviato Fabio Licari

23 novembre – Doha (Qatar)

Giappone, altro che Germania. Vince il Giappone, come l’Arabia con l’Argentina. Meritatamente. Succede l’imprevedibile al debutto mondiale. Come quattro anni fa alla prima con il Messico (e poi all’ultima con la Corea del Sud), i tedeschi crollano. La Germania domina per un tempo, segna un solo gol, su rigore, con Gundogan, perché quello del centravanti è un problema serio, e nel secondo tempo è messa sotto. Il Giappone è trasformato da tre cambi e dalla difesa a tre. Doan e Asano, il migliore, sono spietati, imprendibili. La difesa dorme, 2-1. Alla Germania restano una traversa, un palo, infinite occasioni respinte da Gonda, ma sarebbe servito un Gerd Muller.

DOMINIO TEDESCO

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Eppure esiste soltanto la Germania nel primo tempo, ma il gol continua a essere un mistero. Non c’è un 9, alla fine la scelta ricade su Havertz, con Muller alle sue spalle. E non è un caso che l’1-0 arrivi solo su rigore per fallo del portiere Gonda: entrata un po’ maldestra su Raum liberissimo a sinistra grazie a un’apertura illuminante di Kimmich. Gundogan non sbaglia, è il 33′, e fino ad allora la Germania schiaccia i giapponesi nella loro metà campo, tirando però soltanto da fuori con Kimmich e Gundogan. Gli attaccanti – Musiala, Havertz, Muller – sono troppo schiacciati e sentono sulle spalle il fiato dei difensori. La Germania è solo nominalmente schierata con il 4-2-3-1, di fatto occupa in orizzontale tutto il fronte d’attacco, ma ha poca fantasia negli smarcamenti e poca velocità. Però ci prova. Invece il Giappone, dopo un paio di contropiede velocissimi trascinati dall’esterno destro Ito, si chiude in difesa e si limita a rilanciare il centravanti Maeda, tignoso e veloce, ma costretto a vedersela con il gigante Rudiger che ha sempre la meglio. Se il c.t. Moriyasu non cambia qualcosa, addio: forse non ha capito che ora deve recuperare.

RIBALTONE

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E l’ha capito perfettamente. Sono i cambi a decidere la partita. Prima Asano, poi Minamino e Doan sono i protagonisti di una fantastica rimonta. La Germania colpisce la traversa (scheggiata) con Gnabry, un palo con Gundogan, e pensa sia finita e rallenta. Il Giappone nella ripresa passa alla difesa a tre, il portiere compie tre miracoli su Hofmann e Gnabry, e tra il 31′ e il 38′ colpisce. 31′: Minamino da sinistra tira, Neuer respinge, Doan a botta sicura, 1-1. 38′: rilancio, Asano scatta sulla linea del fuorigioco e Schlotterbeck non lo prende, palla sotto la traversa, 2-1. Un secondo tempo da sogno. Germania a pezzi.

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