Handanovic non perde un secondo. Recupero sprint, a Bologna sarà in porta

Lo sloveno è tornato negativo al Covid dopo 10 giorni e sabato sarà titolare. A 36 anni ha già giocato 37 gare in questa stagione: è l’unico in Italia sempre presente e per Conte è insostituibile

All’ombra di Samir Handanovic si rischia di diventare vecchi. Se ne sta accorgendo il povero Ionut Radu, 23 anni e tanta pazienza: non vedrà il campo nemmeno contro il Bologna sabato sera, nella partita che aveva segnato in rosso sul calendario. Neanche stavolta Handa cederà una briciola, ma per una felice ragione: il suo tampone fatto sabato, come da protocollo a 10 giorni dal contagio, è risultato negativo. Il portiere è guarito dal Covid ed è l’unico del quartetto degli ultimi positivi: Danilo D’Ambrosio, Stefan de Vrij e Matias Vecino aspettano ancora un test che dia il via libera. Per tutti ogni giorno è ormai buono, ma di solito la variante del virus ha bisogno di più tempo per esaurire la propria carica virale. Eppure Handa è guarito in tempo record e ha tolto dal cielo nerazzurro qualsiasi nube sul prossimo match: la porta rimane di sua stretta proprietà.

un record per 11

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Il portiere e capitano nerazzurro appartiene a quel gruppo ristretto di cannibali che non ha mai rinunciato al campo: che sia campionato, Coppa Italia e Champions, lui quest’anno c’è sempre stato. In campo per 90’ più recupero in tutte le 37 partite della stagione. È l’unico così ostinato in Italia e, nel totale del 5 campionati top europei, se ne aggiungono solo dieci (molti sono portieri in Bundesliga). Tra chi non ha saltato nemmeno mezzo secondo, soltanto Gulacsi, numero uno del Lipsia, e Matthias Ginter del Borussia Mönchengladbach, che però fa il difensore, hanno partecipato a questa edizione della Champions . Ancora più curioso, semmai, è che Samir riesca a mantenere il primato pur avendo avuto il Covid. Gli è venuta in soccorso prima la decisione dell’Ats che ha rinviato Inter- Sassuolo di sabato 20 marzo (gara riprogrammata il 7 aprile alle 18.45). Poi ecco la veloce guarigione a quasi una settimana dal nuovo match che fa rientrare l’allarme. Antonio Conte vive di solidissime certezze e ha trovato una squadra che negli 11 non cambia quasi mai, eppure uno dei pochi soldati veramente insostituibili è proprio il 36enne sloveno. E pazienza per Radu, che ora si consola con la nazionale romena, ma che non offre ancora lo standard richiesto. Oggi Handa farà comunque le visite mediche obbligatorie per riottenere l’idoneità sportiva: non è una rapida formalità ma un procedimento che dura diverse ore. Solo a quel punto potrà tornare ad Appiano per allenarsi con i compagni, che si ritrovano dopo due giorni.

idee nel futuro

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Handanovic ha costruito una carriera sugli opposti: è un capitano anomalo, silenzioso eppure influente. Un portiere che divide i cuori dei tifosi: facilmente criticato, ma di lui non si può fare a meno. In fondo, con la fascia al braccio, è stato un normalizzatore dopo gli anni di tempesta mediatica di Icardi e Wanda. In questa stagione ha alternato errori pacchiani, come quelli di Benevento, Verona e di Torino in Coppa Italia con la Juve, a prodigi autentici: ha messo le manone nella sfida col Napoli e nel derby di ritorno vinto 3-0. Questo scudetto, che ormai tutta l’Inter intravede, è speciale soprattutto per Samir: un giusto premio dopo anni di onorato servizio. Ma la carta di identità dice pur sempre 36 e il contratto ha scadenza 2022: da tempo, ben prima delle ultime turbolenze finanziarie, il club ha iniziato a guardarsi attorno per cercare un erede. In casa ci sono già elementi di valore, come Brazao (classe 2000 ora in prestito all’Oviedo) e il 18enne figlio d’arte Filip Stankovic, ma l’a.d. Beppe Marotta e il d.s. Piero Ausilio vogliono altro. Un portiere fatto e finito. Juan Musso sarebbe il preferito, ma servirà un ricco assegno per strapparlo alla carissima bottega dell’Udinese. Alessio Cragno a Cagliari sta spazzando via i dubbi e pure Alex Meret potrebbe rilanciarsi a San Siro. Piaceva il portoghese del Granada Rui Silva, ma è vicino alla firma a zero per il Betis Siviglia. Se ne parlerà comunque presto, compatibilmente all’arrivo di nuova liquidità nel club: fino a quel momento Handa starà perennemente al solito posto, anche se alle sue spalle in tanti invecchiano senza accorgersene.

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