Haaland, contro il City c’è il passato, il presente e forse il futuro

Stasera nell’andata dei quarti di Champions tra Borussia e Manchester gli occhi sono puntati sul ventenne che segna sempre in Europa: il papà ex Citizens, la corte di Guardiola

Ha segnato a tutti. Ha segnato più di tutti. Questo il biglietto da visita con il quale Erling Haaland, ad appena 20 anni, si presenta questa sera al Manchester City, per l’andata dei quarti di Champions League. Gli inglesi, fra l’altro, oltre al presente, rappresentano il suo passato e, chissà, il suo futuro. “Si tratta di un attaccante straordinario – ha ammesso Guardiola –. I numeri parlano chiaro. Anche un cieco vedrebbe che è un ottimo attaccante. Dobbiamo tenerlo il più lontano possibile dalla nostra porta, per rendergli più difficile il compito di segnare”. Facile a dirsi, meno a farsi.

Numeri

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Le statistiche di Haaland, come sottolineato da Guardiola, sono incredibili: l’attaccante norvegese ha segnato una doppietta in tutte e quattro le ultime partite giocate in Champions League, striscia mai riuscita a nessuno nella storia della competizione. In carriera è arrivato così a 20 gol in 14 partite di Champions. In questa edizione ha segnato almeno un gol in tutte e sei la partite giocate (10 reti complessive, almeno 4 in più di chiunque altro). In carriera, compreso quando giocava con il Salisburgo, Haaland in Champions ha segnato almeno una rete a tutte le squadre affrontate (Siviglia, Genk, Liverpool, Napoli, Psg, Lazio, Zenit, Bruges). Compresa la scorsa stagione in Champions Haaland ha segnato 20 reti in 14 partite. In media una ogni 54 minuti giocati. Più è importante la gara, più segna, come dimostrano, paradossalmente, i suoi numeri nella Coppa di Germania: lì Haaland, pur avendo giocato contro Paderborn, Duisburg, Werder e Moenchengladbach, ha una media di un gol ogni 155 minuti giocati. In campo internazionale, al contrario, è implacabile. Il Manchester City è avvertito.

La storia

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Per Haaland inoltre la sfida ai citizens è particolarmente stimolante. Suo papà, Alf-Inge, giocò lì dal 2000 al 2003, quindi nei suoi primi anni di vita. Non un periodo particolarmente fortunato per il club (retrocesse in seconda divisione nel 2000-01, prima di ottenere l’immediata promozione l’anno successivo), ma Alf-Inge, che la scorsa settimana ha fatto un tour con Raiola per proporre il figlio a diversi top club (su tutti Barcellona e Real Madrid), ha ancora contatti in società, motivo per il quale gli attestati di stima di Guardiola possono essere un indizio di mercato. Secondo The Athletic, il City già a metà marzo avrebbe avviato l’operazione per prenderlo in estate. E con il Dortmund, che a sette partite dalla fine della Bundesliga si ritrova a -7 dalla zona Champions, non è scontato che il club giallonero riesca a trattenerlo. Per questo per Haaland il City rappresenta il passato, legato a suo papà ma, chissà, potrebbe essere anche il suo futuro. Per il momento però conta solo il presente: e alla sfida di questa sera con il City Haaland si presenta con un biglietto da visita particolare. Perché per ora in Champions Haaland ha segnato a tutti. E ha segnato più di tutti.

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