Guendouzi spaventa la Lazio: il futuro è a rischio. Cosa è successo

C ’ eravamo tanto amati e odiati… Nella classifica degli addii di questa Lazio dai nervi tesi al primo posto è balzato Luis Alberto, il rischio è che si aggiunga Guendouzi. Caso ancora risolvibile, ma agitato. Le superstar si sfilano, non può accadere con il francese, ieri 25 anni, nuovo dominante del centrocampo. Il riscatto è questione solo formale, a Lotito costerà 12 milioni più 5 di bonus, un milione è costato il prestito. E’ l’unico modo per provare a blindarlo e per disinnescare idee di cessione. Avrebbero già tentato il giocatore. Nel marasma di Formello, prima ancora del caso Luis, si era aperto il caso Guendouzi. Storia di giovedì pomeriggio. La presenza del francese nella squadra “riserve” aveva preannunciato la sua clamorosa bocciatura in vista della Salernitana, a favore di Vecino e Kamada. L’interruzione anticipata dell’allenamento era stata giustificata dalla società con un infortunio: «Edema da affaticamento a carico del polpaccio sinistro», il comunicato diffuso dopo il controllo. Fatta salva la buonafede della comunicazione, non si cancella la delusione provata dal giocatore e il diverbio avuto con Tudor, non contento dello svolgimento di alcuni esercizi. La convivenza tra i due è durata pochi giorni, sono riemersi subito i conflitti di Marsiglia.

I fatti

Tudor aveva lasciato fuori Guendouzi alla prima con la Juve salvo sganciarlo nel finale, fu lui l’uomo assist. La reazione nervosa del francese al gol di Marusic fu chiara, si girò verso la panchina. Brutto segnale a cui ha fatto seguito qualche altro scossone fino al caso “Salernitana”. Tra Guendouzi e il tecnico si rischiano nuove collissioni, per evitarne altre interverrà la società. Al diesse Fabiani, che dall’insediamento affronta l’impossibile lavoro di pacificatore in un mondo di conflitti, tocca il compito di riavvicinare allenatore e giocatore. La ripresa fissata oggi a Formello servirà per riconsiderare i casi Guendouzi e Luis. Sabato il francese non si era allenato, assenza sospetta, mascherabile solo dal supposto ko. In tutto questo c’è una stagione da chiudere, ci sono partite da preparare. Per il francese non erano stati quantificati e comunicati giorni di stop, sarà il campo a parlare. Solo oggi si saprà se giocherà o meno a Genova.

Il leader

Della vita spericolata di Matteo Guendouzi da quando è arrivato a Roma si era solo raccontato. Che crebbe rissoso e ribelle, così si fece i muscoli. Il Guendouzi visto alla Lazio è sempre stato un giocatore con l’animo da combattente, con quell’immagine che lo avvicina agli eroi dell’antica Grecia. Ha sempre reagito di pancia e di nervi, fin quando c’è stato Sarri mai lo ha fatto. Di incrociare di nuovo Tudor probabilmente non se lo aspettava. Per quanto la società voglia resettare la Lazio divincolandola da piovre che estendono i tentacoli, la perdita dei big non è mai facile da compensare. Il diesse Fabiani sabato, prendendo spunto dal caso Luis, ha annunciato che darà una nuova linea di condotta, non solo sportiva, anche etica. Vuole che si taglino i ponti con il passato e con una minoranza considerata padrona, questo è il senso del suo intervento, reso ufficiale. Bisogna però mettere in conto i rischi del cambiamento radicale, l’unico modo per abbatterli è indovinare il mercato. «Nel calcio non contano i soldi, contano le idee, visto il Bologna?», slogan abilmente preso in prestito da Lotito. Tra i classici.

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