Gubitosi: “Serie A, B, Champions e le coppe europee. TimVision adesso è la casa del calcio”

L’a.d. di Tim: “Dal satellite allo streaming, svolta epocale. Grazie all’accordo con Dazn e Infinity, avremo tutte le partite in tv con un solo decoder”

Andrea Di Caro

2 luglio – Milano

La soddisfazione di potersi definire “la nuova casa del calcio”, la convinzione che stia avvenendo un “passaggio epocale” dal punto di vista della tecnologia e delle abitudini, e infine l’orgoglio, da amministratore delegato, che Tim non solo aiuterà il mondo del pallone e migliorerà la fruizione degli eventi degli appassionati, ma “accelererà la necessaria digitalizzazione del Paese”, modernizzandolo e tenendolo al passo con il resto del mondo. Luigi Gubitosi spiega come gli italiani potranno continuare a vedere in tv “con un solo decoder e telecomando” la Serie A, la Champions League, l’Europa League, la Conference League, grazie a Tim, ai suoi partner e alla banda larga, senza più bisogno del satellite, strizza l’occhio alle nuove generazioni digitali per le continue innovazioni previste, ma rassicura anche le generazioni meno giovani, quelle i cui ricordi si perdono nel primo o secondo tempo di un partita trasmessa sulla Rai la domenica pomeriggio dopo 90’ minuto: “Nessuno si deve preoccupare, sarà tutto facile, a basso costo, e con una tecnologia moderna”.

Luigi Gubitosi, Dazn si è assicurata i diritti del calcio di Serie A per le prossime tre stagioni. Che impatto ci sarà dopo circa 20 anni di gestione di Sky?

“Il passaggio dal satellite allo streaming rappresenta un momento epocale e di svolta. L’Italia ci arriva un po’ tardi, non avendo avuto la televisione via cavo, ma adesso finalmente ci siamo. È un’operazione che permette di fare un salto in avanti non solo per quanto riguarda il mercato dei diritti televisivi, ma anche dal punto di vista dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione del Paese”.

La partnership siglata da Tim e Dazn è stata definita una “killer application”, cioè un’applicazione decisiva e vincente. Le piace come definizione?

“La trovo corretta. La diffusione dei contenuti di intrattenimento in streaming ha avuto una grande accelerazione negli ultimi anni e in particolare durante la pandemia: basti pensare a Netflix, Prime Video di Amazon e Disney+. Il calcio è uno dei più importanti motivi di aggregazione, interesse e generatore di passione a cui gli italiani non rinunciano. Spostandosi dal satellite allo streaming, la diretta delle partite porterà con sé tifosi e spettatori. Questo, lo ribadisco, darà un contributo importante alla digitalizzazione del Paese”.

Che ruolo hanno Tim e Dazn in questo accordo?

“Due ruoli molto distinti. Dazn è l’acquirente dei diritti televisivi e l’editore del servizio, che include le dirette delle partite di Serie A e altre competizioni. Tim ha siglato un accordo commerciale con loro ed è l’operatore di telefonia e pay tv di riferimento per l’offerta di contenuti Dazn per l’Italia. Tutti avranno la possibilità di vederli anche grazie alle offerte di TimVision e al nuovo decoder TimVision Box”.

Non solo Serie A, trasmetterete anche tutte le coppe europee: Tim ha fatto il pieno.

“Sì e siamo molto soddisfatti: all’offerta Dazn che prevede Serie A, Serie B, Europa League e Conference League aggiungiamo grazie all’accordo con Mediaset Infinity anche la Champions League. TimVision sarà la piattaforma di riferimento per vedere tutto il calcio oltre a tanti altri grandi eventi e discipline sportive”.

Quando è nata l’idea di un investimento così importante?

“Due anni fa abbiamo cambiato la nostra strategia sui contenuti per passare a un modello che prevede l’aggregazione dei migliori prodotti audiovisivi. Non competiamo con i produttori di contenuti, facciamo un altro mestiere. Siamo rapidamente cresciuti, come detto, grazie agli accordi per la distribuzione di Netflix, Prime Video, Discovery, Eurosport, Disney+ a cui si sono aggiunte Dazn e Mediaset Infinity. Oggi TimVision è senza dubbio la piattaforma più ricca di contenuti sportivi e di intrattenimento”.

Quali sono i vantaggi per un appassionato di calcio nel vederlo su TimVision?

“La semplicità di accesso e la completezza dei contenuti con un unico abbonamento, un solo decoder – il TimVision Box – e un solo telecomando, si potrà vedere tutto. I clienti avranno anche il grande vantaggio che a prezzi più bassi rispetto a quelli della piattaforma satellitare oltre allo sport potranno vedere anche il meglio del cinema e delle serie TV”.

Cosa serve per vedere il calcio su Tim?

“Una buona connessione. Già l’Adsl superiore ai 7 mega può essere sufficiente. Ai clienti però consigliamo la banda ultralarga. La fibra di Tim copre oltre il 92 per cento delle famiglie che utilizzano la rete fissa, a cui si aggiunge la copertura con altre soluzioni come il 4G, il 5G o il FWA. Il decoder TimVision box offre l’accesso a tutte le app, tra cui quella di Dazn, per vedere i contenuti offerti dalla nostra piattaforma. Lo streaming apre a nuove soluzioni, tra cui anche la realtà virtuale. Inoltre, in occasione delle Olimpiadi di Tokyo trasmesse da Eurosport, sperimenteremo anche il Multicast 4k che garantirà una nitidezza unica delle immagini”.

Non c’è cosa più difficile che modificare le abitudini degli italiani… Cosa avete predisposto per comunicare e divulgare queste novità?

“Da ieri è partita una grande campagna di comunicazione che offrirà una risposta ad ogni quesito. Sulla rete stiamo investendo tutto ciò che è necessario e abbiamo adottato la tecnologia multicast, che è la più moderna esistente nel settore. Rafforzeremo anche la presenza nelle aree dove c’è bisogno di una ulteriore copertura. Sarà importante però distribuire l’ingresso dei nuovi clienti sulla nostra piattaforma da qui all’inizio del campionato e non a ridosso del 22 agosto. Per agevolare questo passaggio da ieri è attiva una promozione che permette di abbonarsi subito, pagando però dal 1 settembre”.

La pirateria online è un grave handicap da anni: cosa intendete fare per contrastarla?

“Il contrasto alla pirateria e l’ampliamento del numero degli abbonati sono da sempre una nostra priorità. Utilizzeremo le migliori soluzioni tecnologiche per sconfiggere questo fenomeno di illegalità che drena risorse dal settore sportivo e da quello creativo. Siamo in stretto contatto e collaboriamo da tempo con tutte le istituzioni e le forze dell’ordine impegnate in questa missione”.

Cosa vi aspettate a livello di numeri in questa stagione?

“Abbiamo aspettative importanti. Pensiamo che il calcio sia una grande passione nazionale che gli italiani vorranno continuare a seguire nella sua nuova casa. Noi siamo pronti ad accoglierli”.

Il calcio è la passione principale degli italiani: anche la sua?

“Assolutamente sì. Sia io sia Tim siamo grandi appassionati di calcio, maschile e femminile. Non a caso siamo da anni sponsor della Lega di Serie A e della Nazionale. Non potevamo che diventare un punto di rifermento di questo sport”.

A questo punto la domanda sorge spontanea come avrebbe detto un noto conduttore televisivo… Qual è la sua squadra del cuore ?

“In questi giorni non posso che dirle l’Italia. Ogni volta che parte l’inno, arrivano i brividi…”.

Molto patriottico, ma questo in gergo calcistico si chiama fare melina o buttare la palla in calcio d’angolo. Intendevo la squadra di club…

“Penso che per l’amministratore delegato di una società nazionale sia inappropriato dire per chi si vota e per chi si tifa. (Sorride, ndr)”.

Ottimo dribbling, ma vado in pressing sotto altra forma. E magari mi riesce un tunnel… Qual è il campione che l’ha fatta innamorare del calcio?

“Le do due nomi. Diego Armando Maradona, il più grande calciatore di tutti i tempi, e Francesco Totti che ho avuto il piacere di conoscere, non solo un grande campione ma anche una gran bella persona”.

Quale è stata sua la più grande gioia sportiva, magari vissuta dal vivo?

“Anche qui ne cito due. Berlino, 9 luglio 2006, posso dire che io c’ero. Ed è stato indimenticabile diventare campioni del mondo. L’altra notte magica fu nel 2008 quando da a.d. di Wind, sponsor della Roma, la vidi vincere 2-1 a Madrid contro il Real in Champions. Vivere un evento allo stadio dà sempre una grande emozione”.

La pandemia nell’ultimo anno e mezzo ha svuotato gli stadi e reso lo spettacolo più povero. Cosa significa ritrovare il pubblico?

“Significa tanto. Vede, per mentalità cerco sempre, anche nei casi più negativi e drammatici, di capire quali reazioni possano scattare portando nel futuro qualcosa di positivo. Abbiamo ritrovato una pubblicità del 1919, durante la terribile influenza spagnola, che recitava “se hai il telefono non sei isolato”. Cento anni fa, durante l’epidemia, in America la diffusione del telefono veniva accelerata dalla necessità di interventi sanitari immediati. Anche nell’ultimo difficilissimo anno e mezzo ci sono state innovazioni che stanno diventando di uso comune. Io e lei stiamo parlando in video conferenza e ormai lo consideriamo normale. Il Covid, nella sua drammaticità, è stato anche un acceleratore delle abitudini tecnologiche e ha dato un forte impulso alla digitalizzazione che ora proseguirà attraverso tanti eventi come il passaggio del calcio su Tim. Detto questo, l’incontro di persone dal vivo resta sempre fondamentale e bellissimo: essere sugli spalti quando segna la propria squadra regala un’emozione che non è virtualmente ripetibile”.

Questo Europeo che emozioni le sta trasmettendo?

“Lo sto vivendo con grande entusiasmo. Abbiamo la consapevolezza di non essere partiti come favoriti, ma già la certezza di aver raggiunto degli obiettivi e di aver fatto un cammino importante. Stasera proviamo a proseguire il percorso contro il Belgio. Rispetto ad altre nazionali abbiamo qualche individualità e top player in meno, ma un forte spirito di squadra, una compattezza, solidità e identità che altri non hanno. Puntiamo su questo e il merito è di Mancini che ha dato un’anima a questa Nazionale. Se poi dovesse accadere… Ma non diciamolo”.

La digitalizzazione ci aiuta: siamo inquadrati a mezzo busto ed è possibile qualsiasi gesto scaramantico. Però visto che nel 2006 è stato a Berlino, se accadesse la ritroveremo sugli spalti a Wembley l’11 luglio?

“Assolutamente sì”.

Le lascio un calcio di rigore da battere. C’è qualcosa che vuole aggiungere e che forse non le ho chiesto?

“Stiamo per vivere una grandissima e positiva discontinuità rispetto al passato, il tramonto di un’era e l’inizio di un’altra. L’offerta che diamo è davvero importantissima. Sono certo che rapidamente la persone si abitueranno al nuovo sistema che sarà efficace, efficiente e permetterà una migliore fruizione a costi inferiori. E soprattutto è estremamente semplice, per tutti i gusti, le passioni e le età: chi non è nativo digitale non si preoccupi. Daremo assistenza a tutti. Nessuno rimarrà escluso”.

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