Guaio Roma, non c’è il rinnovo di contratto di Bove: manca l’accordo

ROMA – Dieci partite da titolare valgono un contratto da rifare. Scusate la rima, che sa di slogan, ma il concetto è veritiero: Edoardo Bove e la Roma, nonostante l’intenzione comune, non hanno ancora raggiunto l’accordo che dovrebbe legare alla squadra del cuore l’ultimo prodotto del laboratorio di Trigoria fino al 2028. Nell’ultimo incontro tra Tiago Pinto e Diego Tavano, procuratore del giocatore, l’intesa sembrava vicinissima ma poi il dirigente ha chiesto del tempo prima di accettare l’ultima richiesta dell’interlocutore. Non è facile trovarsi su tutti i punti del contratto, tra parte fissa e bonus, perché qui non è in ballo il classico rinnovo. In pratica la trattativa è partita da zero perché Bove, che guadagna 250.000 euro e va in scadenza nel 2025, è il giocatore meno pagato della rosa, avendo ereditato il meccanismo stabilito dalla società dopo gli obbrobri gestionali precedenti (vedi i soldi sperperati per un giovanissimo Luca Pellegrini, ma anche per Riccardi e Bouah talenti mai sbocciati). Essendo uscito dal settore giovanile, Bove ha ottenuto in automatico lo stipendio che spetta a tutti coloro che arrivano a giocare nella prima squadra.

Esplosione

Ma è evidente che, a un anno e mezzo dalla scadenza, certe cifre non siano sufficienti. Tanto più che per Bove la Roma, su input di Mourinho, ha rifiutato un’offerta scritta del Sassuolo da 8 milioni nello scorso mese di gennaio. E’ comprensibile che il ragazzo, ora impegnato a guarire un leggero fastidio muscolare nel ritiro dell’Under 21, ambisca a un robusto aumento, anzi a una ristrutturazione globale del contratto in linea con la sua importanza nel tessuto connettivo della squadra. «Ho sempre detto che voglio restare alla Roma perché qui sono felice» ha spiegato con garbo Bove nell’ultima intervista, che risale a poche settimane fa. Solo che adesso vorrebbe che la questione venisse sistemata. 

Complimenti

Ha faticato tanto per conquistare la fiducia di Mourinho, che più volte ne ha sottolineato la maturità e dopo la sconfitta di Praga lo ha addirittura citato come unico esempio positivo della serata. Ora, a 21 anni, conta di raccogliere i frutti dell’attesa. Pensate: non ha mai mollato i libri, continua a macinaere esami alla facoltà di Economia della Luiss, perché la famiglia gli ha inculcato i princìpi sani: non è scontato diventare calciatori di élite, e quindi arricchirsi con il pallone tra i piedi. Bisogna sempre costruirsi un piano B che nel caso di Bove è anche la conoscenza di due lingue oltre all’italiano (la mamma Tanya è tedesca). Edoardo non avrà bisogno di trasformarsi in economista, perché ha dimostrato di valere la Serie A e soprattutto la Roma, perciò si potrà dedicare a tempo pieno allo sport che ha scelto da bambino, quando insieme all’amico Flavio Cobolli giocava benino anche a tennis.

Timeline

Martedì giocherà in Irlanda, presumibilmente da titolare, con la baby Italia di Nunziata. Poi tornerà a Roma con l’obiettivo di giocare l’undicesima partita di fila da titolare: contro l’Udinese, tra l’altro, fu decisivo nello scorso campionato con il gol, la ribattuta sul rigore di Cristante finito sul palo. Se poi nei prossimi giorni riceverà buone news dal procuratore, sarà anche più felice e leggero. Tiago Pinto sul tema è stato definitivo: «Non ci saranno problemi». Ma una firma vale più di mille parole. 

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