Giuntoli alla Juve, tutto fatto. Ma De Laurentiis può bloccare tutto!

Succede spesso così, dentro storie prolungate, con sentimenti che si aggrovigliano: il giorno in cui Cristiano Giuntoli firmò il rinnovo, ottobre del 2019, a Salisburgo, nella stanza dell’albergo in cui Aurelio De Laurentiis diede l’annuncio, danzavano gocce di miele; e però poi, gennaio 2021, subito dopo la disfatta di Verona, s’avvertiva semplicemente il sapore del fiele.

Un fiocco azzurro per la libertà

Il tempo vola, rimette in ordine persino gli stracci che sono volati via in un’epoca pure recente, e adesso ch’è tutto cambiato, che hanno ritrovato una serenità interiore, Aurelio De Laurentiis e Cristiano Giuntoli dovranno verificare cos’è rimasto di questi otto anni vissuti assieme, in quel trambusto che caratteri così forti a volte hanno creato per poi ammorbidire. Il contratto, scadenza giugno 2024, è una prigione dorata da un milione e quattrocentomila euro dalla quale il diesse evaderebbe, perché anche i cicli finiscono e una liaison può consumarsi come candele romanticamente adagiate nella stanza del trofeo: uno scudetto è per sempre, sa di spartiacque epocale, il riconoscimento per un lavoro che appaga, sazia e praticamente sistema un fiocchettino azzurro sulla richiesta di libertà.

Adl provoca Giuntoli

La Juventus non è più una suggestione ma un’idea reale, una scommessa con se stesso per provarci ancora e di nuovo e Giuntoli ora aspetta che De Laurentiis scelga il giorno, il luogo e l’ora per dialogare serenamente. «Lui e Chiavelli mi hanno cambiato la vita e sarò sempre grato dell’opportunità offertami». Nella notte del tripudio, domenica 7 maggio, quando le luci del palcoscenico erano puntate sul volto sorridente del suo diesse, De Laurentiis non a caso lo stuzzicò: «Allora, Cristiano, adesso c’è da lavorare, per vincere ancora». Era una chiara provocazione, un contropiede dialettico per sistemare le carte sul tavolo, che Giuntoli accomodò con eleganza. «Con De Laurentiis il futuro sarò sempre fantastico».

La Juve e l’allergia

Intanto, nell’agenda di Adl, tra preparativi per la festa, organizzazione della tournée in Corea e impegni vari, non è comparso l’appuntamento decisivo, però i messaggi subliminali partono, le voci si rincorrono e l’idea di concedere al proprio direttore sportivo la password per andare proprio con Madame, o comunque in un club italiano, gli fa venire l’allergia. C’è il contratto che parla, in casi del genere ci si può sempre rifugiare in un vicolo che non prevede scappatoie, oppure trattare a oltranza, porre dei vincoli, inventarsi dei limiti, perimetrare il futuro, che Giuntoli immagina in bianco & nero. Ma visto che questo è un film, Adl ha la cinepresa in mano e pure la sceneggiatura.

Giuntoli sempre più vicino alla Juve: gli scenari

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Giuntoli sempre più vicino alla Juve: gli scenari

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