Giroud part-time: sarà al top in 15 giorni. Però al Milan serve ora…

Il Covid lo ha debilitato, con l’Atalanta andrà ancora in panchina: Pioli vuole sfruttarlo come arma in corsa

Olivier Giroud aveva illuso San Siro: alla sua prima rossonera casalinga si era presentato con una doppietta al Cagliari. Un bel sinistro in diagonale e un rigore, perché il francese ha tutto: qualità tecniche e personalità dal dischetto, anche se in quella serata di fine agosto si trattava di segnare il terzo e quarto gol agli ospiti già prima dell’intervallo. Il giocatore che martedì sera è entrato in campo di fronte al pubblico di casa, in uno stadio ancora pieno per metà, era una copia decisamente sbiadita. Impalpabile come il contributo offerto. La missione era quella di offrire un punto d’appoggio in area, una sponda, un centravanti su cui poter contare nel tentativo di tenere palla nell’area avversaria, magari provare anche a rendersi pericoloso: missione fallita, niente di tutto questo si è realizzato. Giroud si è mosso pochissimo, offrendo un riferimento sicuro ai difensori dell’Atletico più che ai compagni di squadra: sei passaggi positivi, due negativi, cinque palle perse. Bastano pochi dati per definire la sua prova insufficiente. Dentro per Leao a poco più di mezz’ora dalla fine, con lui in campo il Milan ha subito la rimonta e poi il gol della vittoria dell’Atletico. Non è colpa di Olivier, ma ha partecipato all’assalto ospite nel finale senza elevarsi a difensore aggiunto.

Spiegazione

—  

Tra la prima e l’ultima versione c’è in mezzo una spiegazione plausibile: perché il fisico di Giroud entri in condizione, 192 centimetri per 93 chili, serve continuità d’allenamento e di utilizzo. Oltre alla tecnica e all’esperienza, è la tenuta atletica a valorizzare le qualità del francese. Invece la condizione di Olivier è stata compromessa dal Covid, che ha lasciato strascichi più pesanti di quello che ci si poteva aspettare. Niente di insuperabile, sia chiaro, ma la pausa forzata ha condizionato la ricerca della forma migliore: chiuso in casa non ha potuto portare avanti una tabella di allenamento adatta alla propria struttura. La positività di Giroud è stata rilevata a inizio settembre, il 10 è stata ufficializzata la guarigione e il quindici era in campo a Liverpool. Un’altra mezzora da subentrato pur di non lasciare la squadra senza centravanti di ruolo nella prima trasferta europea della stagione, ma senza avere alle spalle un’adeguata preparazione. E quello sforzo è stato comunque sufficiente a procurargli un dolore alla schiena che lo costretto a un secondo stop: ha saltato Juve e Venezia in campionato, per poi ripresentarsi a La Spezia. Un primo tempo in linea con il rendimento offerto pochi giorni dopo in Champions, contro l’Atletico. C’è dunque una spiegazione fisica, senza tornare a scomodare la maledizione della maglia numero 9, che da dopo Inzaghi non ha più trovato interpreti anche solo lontanamente all’altezza.

Pausa di lavoro

—  

Oggi Giroud riprenderà ad allenarsi con il gruppo a Milanello (ieri Pioli aveva concesso un giorno di riposo, e Olivier ha potuto festeggiare in famiglia il trentacinquesimo compleanno): non giocherà titolare a Bergamo, salvo sorprese, ma offrirà comunque la propria disponibilità. Concluso il turno di campionato contro l’Atalanta si aprirà un periodo di un paio di settimane esclusivamente dedicato al lavoro al centro sportivo. Non partirà con la nazionale, e stavolta l’esclusione dalla lista di Deschamps non è una sorpresa. A inizio settembre aveva invece espresso tutto il proprio stupore: “Sono rimasto colpito dal fatto di non essere stato chiamato e ancora di più di non essere stato informato prima”. La pausa gli permetterà di recuperare giorni di allenamento e di potenziare la condizione. Per tornare il giocatore che il Milan ha voluto l’estate scorsa, pagando un milione al Chelsea più un altro di bonus, nonostante in una prima fase di trattativa sembrava che il giocatore potesse trasferirsi a titolo gratuito. Di Giroud il club apprezza doti tecniche, tattiche ed esperienza. Oltre al palmares: Olivier è attuale campione d’Europa in carica (per la Champions vinta con il Chelsea) e campione del mondo per il titolo vinto con la Francia nel 2018. Se i giovani hanno bisogno di senatori che indichino la strada per il successo, Olivier di certo conosce la via.

Precedente Probabili formazioni Torino Juventus/ Diretta tv: tandem Kulusevski-Kean (Serie A) Successivo Il virologo Galli: "Un positivo in campo? Illecito grave e rischioso"

Lascia un commento