Giroud, Ikoné e Adli: il Milan guarda la Francia. Poi, prestiti e rinnovi: i tre fronti del Diavolo

Servono un vice Ibra, un vice Theo, un trequartista destro e un mediano. Il club prova a limare per Tomori e Tonali (ci siamo). Calabria, la distanza è esigua. Kessie: si prosegue a trattare

La sensazione, quanto meno relativa ai primi giorni di giugno, è che il mercato rossonero non sarà fulmineo. Complicato pensare che entro il raduno la rosa a disposizione di Pioli sia sostanzialmente fatta. E d’altra parte non ci sarebbe nemmeno motivo di avere fretta soprattutto in un contesto dove il club di Elliott, pur fortificato dai milioni della Champions, non può elargire milioni in libertà. L’arrivo immediato di Maignan in fondo rappresenta un’eccezione perché a Casa Milan avevano evidentemente chiaro da tempo che con Donnarumma sarebbe finita male. E così quello che avrebbe potuto rappresentare un problema gigantesco, è stato risolto sul nascere. Per il resto, si vedrà. Senza l’acqua alla gola, come stanno insegnando l’affare Tomori (si dà per scontato il riscatto, ma intanto la fumata bianca non è ancora arrivata perché il Milan sta provando a limare il limabile) e Giroud (l’inatteso rinnovo col Chelsea di fatto rinvia la pratica a dopo l’Europeo). Per Maldini e Massara, sotto la supervisione di Gazidis, queste sono e saranno settimane in cui verranno affrontati tutti gli aspetti necessari alla formazione della rosa 2021-22. E anche, in parte, di quella che verrà dopo. Acquisti, rinnovi, prestiti: i tre fronti caldi del Diavolo.

Gli acquisti

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Le caselle da tenere d’occhio sono sostanzialmente quattro: centravanti, trequartista di destra, mediano e terzino sinistro. Il vice Ibra è la questione che più appassiona i tifosi rossoneri. Comprensibile: il reparto avanzato necessita di rinforzi e la prova migliore arriva dal fatto che il Milan ha chiuso con il quinto attacco del campionato (nonostante il settebello calato nel finale contro il Torino). Ovvero con un attacco che, numericamente parlando, non è stato da Champions. La buona, anzi ottima notizia è che in assenza di un vero cannibale del gol (anche se la media di Ibra resta mostruosa: una rete ogni 99 minuti), i rossoneri si sono divisi le gioie molto democraticamente. Ma, allo stesso tempo, non può non spiccare come alcuni elementi offensivi siano stati un po’ troppo sterili sotto porta. Il Milan non ha intenzione di “formalizzarsi” sul profilo: va bene il quasi 35enne Giroud come il 22enne Scamacca. Come si diceva, non c’è una fretta particolare e se il Milan dovesse decidere di spendere cash per il cartellino del vice Ibra – come nel caso di Scamacca (ma non di Vlahovic, la cui quotazione è ritenuta fuori parametri) – la questione ricadrebbe inevitabilmente su altri potenziali arrivi in altre zone di campo. Ecco perché Giroud è al momento in cima alla lista, ammesso che il nazionale francese trovi il modo di farsi liberare gratis da Abramovich. Sulla trequarti, dando per probabile la partenza di Castillejo, occorre un nome nuovo (e di peso) in vista della Champions. E siccome l’asse col Chelsea di questi tempi è particolarmente caldo, ecco spuntare il nazionale marocchino Ziyech. Da escludere un acquisto vero e proprio (si balla fra i 30 e i 35 milioni), da capire se il Chelsea acconsentirebbe a un prestito, anche perché l’impiego di Ziyech non è stato esattamente di primo piano. Alternativa? Nelle ultime ore è tornato di attualità Ikoné, francese campione in carica col Lilla. In questo caso il prezzo cala: fra i 20 e i 25. Ma, sempre restando in Francia, occhio anche ad Amine Adli, incoronato miglior giocatore dell’ultima Ligue 2 col Tolosa. Arretrando in mediana, si pone un problema rilevante in vista di gennaio, quando Kessie e Bennacer saranno chiamati in Coppa d’Africa. Piste francesi pure in questo caso: sul taccuino rossonero ci sono Fofana (Monaco, 22 anni), Kamara (Marsiglia, 21 anni) e Camara (St. Etienne, 22 anni). Infine il vice Theo, considerando che Laxalt è rientrato dal prestito ma non si tratterrà, e l’eventuale bis di Dalot è tutto da studiare. Il nome è un ritorno di fiamma, ovvero Junior Firpo, 24enne terzino del Barcellona che i rossoneri avevano già provato a portare a Milanello a gennaio.

I prestiti

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Tomori, Tonali e Diaz. Tornato a Torino Meité e, come detto, con l’incertezza che grava su Dalot, sono loro i nomi caldi. Per Tomori sembra tutto apparecchiato, anche se il Milan sta facendo gli ultimi tentativi per abbassare i 28 milioni fissati per il diritto di riscatto. Che saranno comunque spalmati su base triennale. Più o meno l’idea che il club rossonero sta provando a portare avanti col Brescia per Tonali. Ovvero cercare di evitare di pagare cash l’intera cifra del diritto (15 milioni a cui se ne devono aggiungere 10 di bonus), inserendo una contropartita tecnica gradita a Cellino. In questo senso le ultime ore hanno portato la mossa che sblocca tutto: a Brescia andrà Olzer, attaccante classe 2001 in arrivo dalla Primavera rossonera (e con una presenza in prima squadra). Regna l’ottimismo pure per Diaz. Da Ancelotti non sono arrivati veti a un’altra partenza di Brahim, la strada più percorribile dovrebbe essere quella di un nuovo prestito, inserendo però un diritto di riscatto. Sul quale sono al lavoro le due dirigenze.

I rinnovi

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Ma in via Aldo Rossi c’è parecchio fermento anche sul fronte rinnovi. Che a una prima occhiata non sembrerebbero così urgenti, ma che in realtà esigono la massima attenzione in tempi brevi se si vogliono evitare altri casi Donnarumma. La novità degli ultimi giorni è lo sblocco dello stallo relativo a Calhanoglu. Più che altro perché il Milan gli ha dato una sorta di dead line – che scadrà a breve – in modo da potersi eventualmente muovere subito sul mercato in caso di addio del nazionale turco. Lui probabilmente sperava di poter contare su un numero maggiore di corteggiatrici, ma l’unica vera proposta – per quanto ricchissima – arriva dal Qatar. E quindi Hakan sta pensando seriamente di dire sì all’offerta del Diavolo (4 milioni più bonus, il contratto in scadenza gliene portava 2,5) inizialmente non considerata. Prosegue il dialogo con Calabria (scadenza 2022, ingaggio attuale 2 milioni): da quanto filtra la distanza domanda-offerta è minima e sulla fumata bianca non ci sono dubbi. Un po’ più laboriosa la situazione di Kessie (2022, ingaggio 2,2 milioni), che anche in virtù della stagione di altissimo livello chiede un trattamento al top del tetto salariale previsto da Elliott (4 milioni, l’unica eccezione in rosa è Ibra). Infine, Romagnoli: pareva una cessione quasi sicura, visti gli ultimi sei mesi e il contratto in scadenza fra un anno, ma l’intenzione del club ora sarebbe quella di tenerlo in modo da consegnare a Pioli un tris di centrali di alto livello. Anche lui però va rinnovato. Il problema è che il capitano rossonero guadagna già 3,5 milioni e quindi il ritocco sarebbe minimo.

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