Giroud, è ora di sbloccarsi: il Milan si aggrappa al suo uomo Champions

Nella scorsa edizione, Olivier ha conquistato il trofeo col Chelsea segnando un gol ogni 42 minuti di utilizzo. In rossonero cerca ancora la prima rete europea

C’è bisogno di uomini da Champions, per provare a inseguire il sogno qualificazione anche quando tutto sembra perduto. Chi può dare la spinta? Nessuno meglio di chi l’ha vinta in passato, ma in questo Milan giovane non abbondano i giocatori che si sono già seduti sul trono d’Europa. Ibrahimovic? No, per una volta non ci si può aggrappare a Zlatan: non aver mai conquistato la Champions è probabilmente il più grande cruccio di una carriera lunga e straordinaria. Scorrendo la rosa del Milan, soltanto due dei giocatori in campo domani sera hanno vissuto questa gioia: due francesi, Theo Hernandez e Olivier Giroud.

Che media

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Theo ci riuscì nella stagione 2017-18, con la maglia del Real Madrid: fresco ventenne, andò in campo tre volte nella fase a gironi. Giroud, invece, è campione in carica. E solo pochi mesi fa dava al Chelsea un contributo più che sostanzioso: 6 gol in 8 partite, con una media mostruosa in relazione ai minuti a disposizione, 1 gol ogni 42. Estendendo la media all’intera carriera – e considerando quindi tutte le partite di Champions con Arsenal, Chelsea e Milan – scendiamo a un gol ogni 132 minuti, ovvero 18 reti in 44 presenze. Comunque non male. E parliamo di un attaccante che – soprattutto in gioventù – ha sempre avuto una predisposizione al sacrificio per la squadra, non di una primadonna perennemente a caccia della soddisfazione personale.

Staffetta

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In questa Champions finora “Oliviero” non ha avuto fortuna: due spezzoni di partita a Liverpool e con l’Atletico, titolare solo col Porto. Nelle ultime due gare non era al top della forma: i postumi del Covid prima, fastidi alla schiena poi. Manca ancora il primo centro europeo coi colori rossoneri addosso, insomma. E cercherà di trovarlo prima di dare il cambio a Ibra, nella staffetta tra giganti che Pioli propone spesso, per non gravare nessuno di fatiche eccessive. Chissà che il match col Porto sia l’occasione di rivederli in campo insieme, nel finale. Ma forse è meglio di no: se succede, significa che il Diavolo ha bisogno disperato di gol.

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