Giroud a caccia del 10 e lode. Obiettivo doppia cifra e campionato… dieci anni dopo l’ultima volta

Olivier in questa stagione ha segnato 9 gol in A. L’ultima volta che il francese è andato in doppia cifra era il 2017 nella stagione in cui, con l’Arsenal, ne realizzò 12 in Premier. Con il Montpellier, invece, aveva vinto il suo unico titolo nazionale, la Ligue 1, nel 2012

Olivier Giroud ha superato la prova del nove anche in rossonero: ha segnato alla Lazio il suo nono gol con la maglia del Milan, e in un colpo solo ha ribaltato le gerarchie dell’attacco, invertito la tradizione sfortunata della maglia lasciata in eredità da Pippo Inzaghi, e avvicinato la squadra a un traguardo grandioso. L’opera non è ancora completa, l’obiettivo deve essere centrato. E insieme alla rincorsa di gruppo, il francese insegue altri scopi.

L’ultima volta

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La doppia cifra è la prima tra le gratificazioni personali di un centravanti: Olivier la raggiungerà al prossimo colpo. Non succede dalla stagione 2016-17, la penultima con la maglia dell’Arsenal: allora furono dodici in 29 partite di Premier, con quinto posto finale. Quelli di oggi sono gol più pesanti: una serie iniziata con la doppietta al Cagliari nella notte d’esordio a San Siro. Proseguita con Verona, Torino e Roma in altre gare casalinghe. Il livello si è alzato con due gol per rovesciare il risultato del derby nello stadio nerazzurro, con un altro per segnare la distanza in classifica dal Napoli nello scontro diretto al Maradona e infine all’Olimpico per pareggiare i conti con la Lazio, prima della firma sul successo rossonero messa da Tonali. Decennale Giroud gioca titolare da sedici partite consecutive considerati campionato e Coppa Italia, ed è stato il periodo decisivo per stabilirsi lassù. Al Milan Olivier, trentasei anni da compiere l’ultimo giorno di settembre, vive una seconda giovinezza sportiva.

La Ligue 1

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Così giovane da voler riannodare un filo che si è spezzato esattamente dieci anni fa, quando con il Montpellier salì sul tetto di Francia: primo e unico titolo della storia del club francese, primo e unico scudetto per Giroud. Conquistato dopo un testa a testa con il Psg, dato per grande favorito e staccato solo alla fine di tre punti. La versione italiana di Olivier si ispira dunque a quella inglese per gli obiettivi personali e francese per quanto riguarda il traguardo collettivo. Leader Ci sono anche altri successi che raccontano la carriera dell’attaccante, i più nobili possibili: al Milan è arrivato da campione d’Europa, dopo aver sollevato la Champions con il Chelsea, e del mondo in carica grazie alla vittoria con la Francia nel torneo del 2018.

Un uomo spogliatoio

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Certi numeri rimandano indietro nel tempo e ricordano che l’esperienza è lunga: motivo per cui oggi Giroud è uno dei trascinatori del gruppo. Un leader come Ibra, che sprona i più giovani, che li richiama all’attenzione e se ne vale la pena dedica loro dei post di complimenti sui social. L’ultimo dedicato a Tonali «bravissimo boy», bravissimo ragazzo. Giroud è particolarmente protettivo con i connazionali Maignan, Kalulu e con il giovane compagno di reparto Leao. Nello spogliatoio scherza soprattutto con Saelemaekers e Diaz, e in generale è una presenza avvertita come molto positiva. Tutto questo per due milioni di euro, tanto aveva versato il Milan l’estate scorsa per poterlo liberare dal Chelsea. Ha un altro anno di contratto e poi si vedrà, perché non è questo il momento di guardare al futuro. Il pensiero è solo al presente, al massimo è rivolto a riannodare il filo con il passato.

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