Giovani sì, ma da paura: da Miretti a Yildiz e Nonge, la Juve ha l’oro in casa

Protagonisti con la Salernitana coi gol e non solo, i ragazzi sono la scossa vitale della stagione bianconera: figli di un progetto e arma in più per il resto della stagione 

Giuseppe Nigro

5 gennaio 2024 (modifica alle 17:31) – MILANO

Ribaltato il risultato con la Salernitana già attorno alla mezz’ora, mai per un attimo nell’ora di gioco rimanente la Juventus si è accontentata di difendere il vantaggio, atteggiamento di cui spesso è imputata sotto la gestione Allegri. Inevitabile leggerci l’effetto virtuoso della fame di chi entra in campo, per turnover o per i cambi a partita in corso, che diventa più forte della storica tendenza all’autodifesa. Segnando la strada. La fame, la fame dei giovani, che incidono e portano sostanza, altro che mascotte. Anche quelli del Milan hanno fatto bene in coppa Italia, ma questa nidiata bianconera è figlia di un progetto che viene da lontano. E porta lontano? Il tesoro di questa Juventus, al di là della notte di coppa Italia. 

Cambiaso e Miretti

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Volto sorridente della Giovane Juve con cui Allegri tenta l’assalto ora in campionato alla supremazia dell’Inter è Andrea Cambiaso, 23 anni e già oltre 1000 minuti in campo in neanche metà della sua stagione di debutto in bianconero. A destra e a sinistra. Gol e assist. Il suo secondo gol da quando gioca con la Signora, dopo quello decisivo col Verona a fine ottobre. Il suo terzo assist, stavolta a Miretti, che è un altro dei volti della serata: in cinque delle ultime sei partite non era neanche entrato, ha risposto con una serata di personalità aperta segnando, il suo secondo in 60 presenze in bianconero dopo essersi sbloccato anche lui due mesi fa con la Fiorentina rompendo il tabù del gol che era durato troppo a livello senior. Allegri ha detto che non si muoverà, e allora adesso reclama spazio: un acquisto importante a centrocampo la Juve forse ce l’ha in casa. 

Nonge e Yildiz

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Con la Salernitana è stata la serata del debutto in prima squadra di Joseph Nonge Boende, 18enne centrocampista belga accompagnato da paragoni importanti, da Pogba a Davids, salito dalla Next Gen con grandi attese che poi hanno dovuto fare i conti coi dolori di crescita dell’impatto mentale richiesto dal grande calcio. La fiducia di Allegri, che ha fatto il suo nome quando gli è stato chiesto di rinforzi in mezzo, è la fine della premessa e l’inizio del primo capitolo della storia di Nonge con la Signora. Fiducia che, a un livello di talento e prontezza differente, Allegri ha in dosi notevoli in Kenan Yildiz, anche lui classe 2005 e con le stimmate del predestinato: nelle ultime tre partite ne ha giocate due da titolare col Frosinone, a cui ha segnato il primo gol, ed è stato preferito a Chiesa nel big match con la Roma, bissando la rete ancora in slalom speciale saltando mezza difesa con la Salernitana. E un altro mezzo gol è suo nell’autorete di Bronn. L’oro di Allegri dà una luce diversa al resto della stagione.

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