Gigi Riva, camera ardente allo stadio: sfila in silenzio il Cagliari di ieri e di oggi

Coda di persone in fila lunga centinaia di metri. Rombo di Tuono è vestito di azzurro e di rossoblù con le maglie della Nazionale e del Cagliari ad accompagnarlo. Tra le sue mani la foto della mamma Edis. A porgere la corona di fiori capitan Pavoletti

Roberto Pinna

23 gennaio – 18:42 – cagliari

Una città che sfila da ore in rigoroso silenzio. Una coda lunga centinaia di metri per migliaia di persone che non vogliono perdersi l’ultimo saluto a Gigi Riva. Una processione laica e profana per quello che è stato, è e sarà il mito di un’intera isola. Cagliari ha risposto in questo modo, con una partecipazione presente ma anche rispettosa, alla camera ardente creata all’interno della Unipol Domus, all’ingresso dello stadio e proprio vicino allo spogliatoio rossoblù. Fuori dall’impianto uno striscione su scritta rossa e blu: “Indelebile scelta di vita. Grazie Gigi”. 

Processione laica

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Niente foto o telecamere come da volere della famiglia, tanti abbracci e una lunga fila di tifosi che si stringono nelle spalle per l’ultimo saluto al proprio campionissimo. Ci sono bambini con la maglia storica del Cagliari, ben aggiustata dalle mamme e dalle nonne prima dell’ingresso allo stadio. E ci sono anziani con il bacolo che ricordano vividamente l’impresa Scudetto e hanno voluto esserci nonostante la lunga coda in piedi per portare un fiore o semplicemente per esserci per l’uomo che c’è stato quando c’era da dire sì alla Sardegna e no al calcio fuori dall’isola. Riva, vestito di azzurro e di rossoblù con la maglia della Nazionale e quella del suo Cagliari ad accompagnarlo. Ben stretta tra le mani la foto della mamma Edis. 

Le parole

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Camera ardente aperta dalla squadra rossoblù di oggi, con il tecnico Claudio Ranieri e tutti i suoi giocatori che si sono radunati intorno alla salma. A porgere la corona di fiori del club è stato il capitano Leonardo Pavoletti che visibilmente commosso ha rimpianto il fatto di non averlo mai potuto incontrare di persona: “Dovevamo incontrarci lo scorso 31 dicembre ma poi non siamo riusciti, purtroppo. L’amore per questa terra ci accomuna. Abbiamo perso il più grande attaccante italiano di tutti i tempi. In questi sette anni ho avuto modo di ascoltare le sue parole, ci tenevo a essere il primo a portare il mazzo di fiori in rappresentanza della squadra e dei suoi amati colori. È stato un privilegio e un onore. Il primo anno che lottavamo per la salvezza ci aveva scritto una bella lettera, è sempre stato con noi nei momenti difficili. Nei momenti facili, così come giocatore ma anche in qualità di presidente onorario, si metteva in disparte per essere al meglio nei casi di reale necessità”. E al capitano del Cagliari ha fatto eco il presidente rossoblù Tommaso Giulini: “Riva ha unito tutti, ha unito questo popolo e questa terra per decenni fino a oggi. Ci piacerebbe che continuasse a unire la squadra, la società civile, in tutti i campi della vita. Questo vorrebbe essere il messaggio più forte che vorrei dare, è un esempio incredibile di come un uomo abbia saputo unire tutta la sua gente e lo continuerà a fare. Sarà d’ispirazione per noi, in tutto quello che faremo”. Oltre al Cagliari di oggi tanti gli ex compagni e i personaggi dello sport sardo come Gianluca Festa e Gianfranco Matteoli che hanno partecipato al primo giorno di camera ardente. Presenti anche gli istruttori della Scuola Calcio Gigi Riva, il settore giovanile dedicato a Rombo di Tuono dove è cresciuto anche Nicolò Barella.

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