Gasperini esalta la sua Atalanta: “Abbiamo più certezze. Hien e Koopmeiners, che sfortuna”

Il tecnico della Dea ha presentato la sfida contro l’Udinese

Andrea Elefante

26 gennaio – 15:25 – MILANO

Chiedere come regalo di compleanno in leggero ritardo – 66 anni oggi – una vittoria sarebbe banale: alla fine Gian Poero Gasperini lo fa, ma non è solo quello il punto. Se dovesse fare una lista, probabilmente il tecnico dell’Atalanta si accontenterebbe di mettere ai primi posti, se non al primo,un desidero tipo: ritrovare la stessa squadra del pre sosta forzata. Dopo il 5-0 al Frosinone è “saltata” la partita con l’Inter impegnata in Supercoppa italiana e la principale cosa da verificare domani pomeriggio, nella gara contro l’Udinese, sarà se la Dea avrà mantenuto lo stesso stato di grazia che si era manifestato sotto tutti i punti di vista: fluidità di gioco, condizione fisica, impatto psicologico e caratteriale sulla partita. Avvicinarsi a quella versione di Atalanta significherebbe avere ottime chance di far valere una oggettiva superiorità su una squadra comunque più forte, sulla carta, di quanto oggi dica la sua classifica. 

pericolo udinese

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“E’ vero, lo ha detto la partita di andata, che abbiamo avuto la fortuna di raddrizzare alla fine. Ma pure la partita che hanno giocato contro il Milan rispecchia valori evidenti, sicuramente più della loro posizione. L’Udinese sa difendersi compatta e ripartire con giocatori veloci e di qualità, come si è visto a Udine: dove questo ci aveva creato qualche difficoltà – e dunque dovremo fare attenzione – anche se oggi noi abbiamo certezze in più e un modo di attaccare migliore. In ogni caso, vincere questo tipo di partita sarebbe davvero sì un grande regalo: per la classifica, per dare continuità al momento e un’altra dimostrazione di qualità e forza”. 

fattore gewiss

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Continuità, dice non a caso Gasperini: “Spero che l’inerzia non cambi e la scia continui: non può essere una partita saltata a cambiare una situazione, noi vogliamo ripartire con la stessa energia, forza e convinzione”. Qualità che finora la Dea ha mostrato soprattutto in casa, dove giocherà tre delle prossime quattro partite di campionato e si giocherà, con gli scontri diretti, molte delle sue chance europee: “Sono difficili tutte le partite, ma giocare al Gewiss è un’opportunità e sfruttare questa spinta ci farebbe fare un salto di qualità. Perché siamo cresciuti in questo rendimento? C’è stata la crescita di qualche giocatore, globalmente della difesa e del centrocampo con una capacità di filtro più importante, l’inserimento di Kolasinac è stato un valore aggiunto e abbiamo anche una fisicità diversa, sfruttando di più i colpi di testa”. Però domani, oltre che Lookman, impegnato in Coppa d’Africa, mancheranno i centimetri di Koopmeiners e Hien, infortunati: “Due stop sfortunati. Koop ha incrociato i tacchetti con un compagno, cosa che succede ogni mille anni, e si è fatto un taglio lungo e profondo. Hien ha avuto questo problema muscolare in un contrasto con Ederson: abbiamo perso due che stavano particolarmente bene in mezzora, ma contiamo in recuperi veloci”. 

scamacca e tourÉ

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Nel frattempo Gasp conta su un recupero della condizione migliore di Scamacca: “Ha lavorato bene, ma deve aumentare il suo dinamismo e il raggio di azione: così le sue prestazioni lieviteranno, perché ha qualità conosciute. Può giocare anche assieme a De Ketelaere grazie alla duttilità di Charles, che può convivere con tutti, come anche Muriel, ed essere impiegato più avanzato, da seconda punta e anche da attaccante esterno: ha una resistenza importante e quando ha forza diventa determinante”. Ma il tecnico ha già recuperato definitivamente, dopo il lungo infortunio, Touré, che è alla seconda convocazione e forse vedrà il primo utilizzo: “E’ guarito, dal punto di vista fisico mi ha dato buone sensazioni, ma ha giocato una gara negli ultimi dieci mesi: gli manca la partita, deve recuperare tante situazioni, la destrezza, la capacità di tirare, la disinvoltura. Tutte qualità che sono un po’ appannate, ma saprà risolverle velocemente”. 

la coop del gol

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E sarà una carta offensiva in più, magari il 18° marcatore stagionale, “e questa è una delle cose che mi dà più soddisfazione, perché fotografa la mia filosofia di gioco: tutti sono in grado fare di fare assist o di concludere in porta, anche chi arriva da dietro. Ma per raggiungere traguardi elevati, serve qualche attaccante che alzi la soglia personale di gol. La cooperativa ti tiene su, ma il salto di qualità si fa solo così”. 

mercato

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La chiusura è sul mercato che si avvia alla chiusura: “La rosa a livello di numeri è completissima. La squadra è definita, non credo ci siano opportunità per rafforzarla, semmai ci può essere la chance di inserire giocatori di prospettiva, per la prima squadra o per l’Under 23 con qualche giovane particolarmente interessante. Ma non so se il mercato lo consentirà”.

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