Gasperini contro il Napoli e il tabù pre Champions: “Ideale per non pensare al Real”

L’Atalanta ha perso 3 delle ultime 5 partite prima dell’impegno europeo: “Ora pensiamo solo al campionato, tutte le sfide sono già decisive”

Dal nostro inviato Andrea Elefante

20 febbraio – Zingonia (Bg)

Con l’Europa in testa. Domani il Napoli, mercoledì il Real Madrid: facile dire che l’Atalanta sarà concentrata sulla Champions e sul pensiero stupendo di un’impresa che con il passare del tempo ha perso i contorni dell’utopia per diventare “semplicemente” un’idea complicatissima. Facile e superficiale: perché la gara di domani è uno scontro diretto in vista della prossima Champions League, quella della prossima stagione, e l’obiettivo di arrivare per la terza stagione consecutiva fra le prime quattro non è dichiarato – Gasperini ha sempre parlato di qualificazione europea – ma sicuramente non è neanche considerato una semplice opportunità. E il turnover, quest’anno, Gasperini lo ha sempre fatto in campo.

Le pressioni

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“Affrontare il Napoli è il modo migliore per non caricare troppo di pensieri la partita di mercoledì, per non pensarci troppo: mettendo tutte le attenzioni su questa partita, che è molto importante per il campionato. Anche a livello di mie scelte: noi cerchiamo sempre di mettere in campi i migliori, non solo domani, al netto di acciacchi e fatiche”. E al di là di Hateboer (“Credo non si possa ipotizzare un rientro rima di aprile”), l’unico acciaccato per domani “è Maehle, che ha accusato una contusione alla gamba che lo ha bloccato negli ultimi due giorni. Vedo improbabile il recupero per domani”. Del resto il Napoli ha incognite ben maggiori, sotto questo punto di vista: “E’ un problema che a a turno riguarda un po’ tutti. Di sicuro il Napoli ultimamente non è stato molto fortunato, ma mi pare che alcuni giocatori li stia recuperando: quanti, lo vedremo domani”. E vedremo nei prossimi giorni quanti ne recupererà il Real Madrid: “Mi pare presto per fare previsioni. E comunque in una squadra di quel livello chiunque va in campo è ad altissimo livello”.

Quarta sfida

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Atalanta e Napoli si conoscono praticamente a memoria, domani si sfideranno per la quarta volta, da ottobre a oggi: “Anche il Napoli è forte, ha qualità. Averlo affrontato in due partite molto recentemente ti dà freschezza nelle conoscenze. Noi abbiamo giocato due buone gare, ma domani si riparte da capo. Sicuramente il pensiero di fare bene in campionato c’è, la vittoria di Cagliari è stata importante in questo senso e la classifica è sempre molto corta: non possiamo parlare di incrocio decisivo a 16 gare dalla fine del campionato, ma iniziano a essere tutte partite importanti”. E lì si torna, a come conciliare un impegno così importante con una sfida prestigiosa come quella di mercoledì.

Il tabù

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Nelle 5 partite del girone che hanno preceduto un impegno di Champions (la partita di Udine, prima di quella di Amsterdam, fu rinviata) l’Atalanta ha preso tre volte, pareggiato una volta e vinto (a fatica) solo contro il Crotone: “Non è una bella statistica, ma abbiamo sempre cercato di affrontare anche le partite pre Champions con la massima attenzione. E comunque l’anno scorso prima del Valencia ci fu la Roma e le cose andarono bene (2-1 in rimonta): però, anche se è passato solo un anno, era un altro mondo, le analogie sono relative solo all’importanza delle partite. C’era un entusiasmo della gente, e dunque una spinta, incredibili. Posso solo ribadire che abbiamo la testa al campionato, tanto più ora che abbiamo “sistemato” la finale di Coppa Italia, che era un obiettivo a cui tenevamo molto e alla vigilia della gara con il Torino era la priorità. A quella arrivavamo da un tour de force, a questa da una settimana di lavoro normale. Ci siamo quasi dovuti riabituare, ma ci voleva: una buona settimana, anche per recuperare tutti al meglio. Ma ora si ricomincerà a giocarne una dietro l’altra e noi abbiamo sempre detto di voler stare dentro a tutto, il più possibile. Intanto il rendimento attuale dell’Atalanta è superiore a qualunque altro anno e ora vedo anche un po’ di “garra” in più per raggiungere i risultati. Anche in extremis, come a Cagliari”. Chiusura su Toloi “italiano”, anche per la Nazionale: “Rafa è un leader, magari un po’ più silenzioso di altri, ma anche con i suoi silenzi ha grande presa sui compagni. E se dovesse essere chiamato in Nazionale, sarebbe un successo per tutti noi e per il percorso che ha fatto con noi da quando è arrivato”.

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