Gasperini avvisa l’Atalanta: “Occhio al Parma ferito. Ilicic è tornato a divertirsi”

L’allenatore alla vigilia della sfida contro la squadra di Liverani: “Vincere anche con il minimo scarto per dare continuità”. Poi elogia il nuovo acquisto Maehle: “Che personalità”

E ora, dopo tranquillità e intensità, la parola d’ordine per l’Atalanta diventa continuità. Gennaio è mese da otto (o nove, qualificandosi in Coppa Italia) partite in 29 giorni. O, se si preferisce, da domani al 23 – sfida al Milan oggi capolista e fine del girone di andata – ci sono cinque gare di campionato in 18 giorni: la rincorsa ad un’altra qualificazione Champions passa da una striscia positiva che il calendario e il Gewiss Stadium possono aiutare. A patto di non distrarsi, appunto. Partite come quella di domani, contro un Parma in grande difficoltà non solo per gli assenti, possono essere piste di decollo, ma anche trappole. E Gian Piero Gasperini tiene la guardia alta, anche ripensando al 5-0 di un anno fa.

Gara di resistenza

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“Dobbiamo essere pronti anche a vincere con il minimo scarto: il risultato finale nel caso dell’Atalanta, che in questo senso ha abituato bene, condiziona molto più della prestazione della squadra, che per me è buona da diverso tempo, al di là di come abbiamo vinto. Contro il Parma è una partita da interpretare bene: dobbiamo sapere che le squadre in difficoltà danno sempre qualcosa in più. Ogni partita è diversa, in Italia c’è sempre un livello di difficoltà alto: poi possono diventare facili, ma succede dopo. Detto questo, è vero che attraversiamo un buon momento: siamo molto concentrati sul campionato e abbiamo voglia di dare continuità alla nostra striscia positiva, sappiamo che è importante. Non bastano due-tre partite per determinare la classifica che è molto corta, anche dietro. E soprattutto, le big non sbagliano: sarà una gara di resistenza, a eliminazione”.

Il nuovo Ilicic

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Ma resistenza, nel vocabolario di Gasperini, non significa turnover: “Non ho molta voglia di variare, anche perché con cinque sostituzioni il turnover non va fatto per accontentare chi è in rosa: si può fare anche in partita, altrimenti rischi di creare false attese”. Il suo gruppo è già “bloccato”, “poi è vero che questa squadra a volte tende a esaltare uno, a volte un altro: quello che non manca mai è un nocciolo duro che garantisce competitività alla squadra, la mentalità forte è in difesa e a centrocampo. Poi in attacco ho tante soluzioni, che a turno sono decisive per la squadra”. Lo è sempre di più Ilicic: “Anche se in porta può tirare meglio… Scherzi a parte, non l’ho convinto io a cercare di più la porta: è che sta molto bene, è tornato a divertirsi per provare le sue giocate. Ora fa tanto, anche se lo può fare meglio, e questo vuol dire che c’è: è sempre presente, nel vivo dell’azione, si prende rischi, tocca un sacco di palloni, non si scoraggia se sbaglia e ci riprova”.

Maehle, che personalità

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Non si è mai scoraggiato neppure Malinovskyi: “Ha sempre una bella carica, anche se entra dopo. A volte al posto di Ilicic, a volte più centrale: sono due modi di muoversi diversi, ma può fare entrambe le cose. Per il momento gli riescono meglio le soluzioni offensive: in mezzo ha avuto meno tempo di provare, ma può crescere anche in quel ruolo”. E figuriamoci Pessina: “Non so se giocherà sempre dietro le punte, ma si è adattato bene, aiutando molto la squadra. Potrebbe servire pure in mezzo, dove ora siamo un po’ tirati: spero che Pasalic recuperi in fretta”. Come sta facendo Caldara: “Dopo l’operazione non ha più fitte al ginocchio nei movimenti: sta molto meglio, ora deve solo ricominciare a giocare”. Potrebbe farlo già domani anche l’ultimo arrivato, Maehle. Magari non dall’inizio, “ma è un giocatore che ha sicurezza e personalità spiccate”.

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