Gasp rilancia l’Atalanta nella corsa per le prime 4: “Essere lì con le big è già tanto”

Domani la Dea affronta il Verona dell’amico Juric: “Mi piacerebbe vederlo sulla panchina di una grande. Problema portieri? Non esiste. Contento per la convocazione di Toloi e Ilicic”

Dal nostro inviato  Marco Guidi

20 marzo – ZINGONIA (BG)

Rituffarsi in campionato, con la consapevolezza di essere in corsa per un altro traguardo di valore e lasciando da parte il piccolo rammarico di un’eliminazione dalla Champions arrivata non nel modo in cui Gian Piero Gasperini si aspettava. L’Atalanta domani a Verona vuole cancellare il Real Madrid e spingere sul gas per chiudere tra le prime quattro, come negli ultimi due anni. Una corsa a tappe di 11 partite (“È ancora lunga, ma già essere lì con tutte le big per noi è una soddisfazione”, il giudizio del tecnico nerazzurro), che parte con la sfida all’allievo Juric. “Ivan ha detto che si aspetta un’Atalanta arrabbiata? No, rabbia non è il termine giusto – spiega il Gasp -. Abbiamo solo un po’ di cruccio per l’andamento delle due partite, ma quando abbiamo preso il Real al sorteggio sapevamo che la possibilità di uscire era concreta. Poi certo, spiace aver giocato solo poco più di un quarto d’ora in 11 contro 11 all’andata e al ritorno aver pagato gli episodi in momenti della partita in cui avevamo la sensazione di poter mettere l’avversario in difficoltà”.

Europa flop

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Essere arrivati agli ottavi di finale di Champions non può essere di certo letto come un fallimento per l’Atalanta. Il flop, semmai, è quello di tutto il calcio italiano, incapace di portare una squadra tra le prime otto d’Europa. “Bisogna prendere atto che occorre crescere, migliorarsi – analizza Gasp -. Io penso che il campo abbia sempre ragione, se è rimasta solo la Roma in Europa League e nessuno in Champions ci sarà un motivo: le altre sono avanti. Questione di qualità dei giocatori, mentalità e ovviamente di risorse economiche”.

Campionato

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Il discorso è diverso in Serie A, dove ogni partita nasconde dell’insidie. “Il campionato è il rovescio della medaglia, ha una competitività che altri tornei non hanno e anche le piccole possono metterti in difficoltà”. Il Verona non è una piccola, lo dice la classifica da due anni e a maggior ragione Gasperini sa di affrontare un avversario tosto. “Di recente non hanno fatto risultato, ma sappiamo che squadra è. In due anni hanno valorizzato giocatori e aumentato sempre di più la qualità del gioco”. Merito dell’amico Juric, a cui il Gasp fa un augurio singolare: “Sarei curioso e felice di vederlo sulla panchina di una big, sempre che non riesca a crescere ancora di più con il Verona”. Un po’ come Gasperini e l’Atalanta, insomma.

Singoli

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La Dea che si rituffa nel campionato ha comunque qualche dubbio e qualche problema. A cominciare dal portiere. Gollini, il titolare per molti, da cinque gare ha lasciato il posto a Sportiello, sfortunato protagonista nella notte di Valdebebas. “Partiamo da un principio – dice secco Gasperini -: non ho un portiere superiore all’altro, quindi sfrutto il buon momento di uno o dell’altro. Marco ha fatto un errore a Madrid, ma aveva alzato il livello della porta nelle partite precedenti. E guardate che al di là di informazioni che possano arrivare da procuratori o affini, con Gollini non c’è stato nessuno screzio. Certe scelte si fanno per motivi tecnici, soprattutto ora che il discorso numero uno e numero dodici è superato. E non credo che alternare i portieri possa togliere certezze a uno o all’altro. Anzi, serve a sfruttare i periodi positivi”. Sulle fasce, invece, Gasperini di scelta non ne ha molta. Hateboer infortunato, Gosens in forte dubbio. “Vediamo oggi Robin come sta: se non ce la farà ci adegueremo. A Madrid si è allargato De Roon, ma senza Marten a centrocampo ci sfilacciamo un po’. L’alternativa è ovviamente Ruggeri”.

Nazionale

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Dopo la gara di Verona, lo stop per le nazionali. Stavolta Gasperini è quasi contento per la sosta. “Sono felice per Toloi, che ha ricevuto la prima convocazione con l’Italia. E poi sono contento che Ilicic vada con la Slovenia. Credo gli possa far bene. Io sto cercando continuamente di recuperarlo e lo tengo in considerazione anche per domani e le prossime 11 partite, che sia anche solo per uno spezzone. Mi basta vederlo in miglioramento”.

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