Gasp: “Bello vedere quattro figli di Zingonia titolari nell’Italia. Per me conta questo”

Il tecnico: “Ho visto Pessina e Miranchuk in ottime condizioni. E chi si è allenato ha alte motivazioni per il rush finale. L’Udinese? Ottima squadra”

Dal nostro inviato Andrea Elefante

2 aprile – ZINGONIA (BERGAMO)

Un posto in Champions val bene uno slalom fra gli ostacoli: la sosta per gli impegni delle nazionali, che ha visto l’esodo di 12 giocatori, rientrati fra mercoledì e ieri; l’incognita Covid, che ha costretto gli azzurri Pessina e Toloi alla quarantena, con allenamenti finora individuali, due tamponi molecolari (uno ieri, negativo per entrambi, e un altro oggi a 24 ore dalla gara) più uno rapido “di sicurezza”, domattina alle 11, prima di avere il via libera per affrontare domani pomeriggio l’Udinese: “Ottima squadra – dice Gian Piero Gasperini – con giocatori di valore: serena per la sua classifica, non per questo meno pericolosa, anzi. E’ nella stessa fascia di altre squadre che incontreremo, rivali che possono togliere punti a tutti”.

RIFLESSIONI

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Il Gasp è abituato da inizio stagione a questi dribbling: si è consolato vedendo al lavoro a Zingonia per dieci giorni Muriel e Zapata (una rarità) e per il resto, accettata l’idea di non avere neanche un allenamento al completo, farà le sue scelte sulla base della rifinitura di oggi pomeriggio. Ritardata nella speranza di avere in tempo l’esito del molecolare di Toloi e Pessina per consentire ai due di allenarsi in gruppo. “Altrimenti ne faremo a meno. E’ un allenamento finalizzato soprattutto alla preparazione tattica della partita, ma loro hanno ovviamente conoscenza già consolidate. Se poi dovessi decidere che non è opportuno farli giocare titolari, so comunque di avere delle alternative a disposizione”. Gasperini farà analoghe valutazioni su Djimsiti, Malinovskyi e Ilicic, gli unici fra i nazionali ad aver giocato da titolari tre partite su tre: “Anche questa è una cosa su cui riflettere”.

orgoglio

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L’eredità di questa sosta è comunque nel complesso positiva: “Vedere titolari dell’Italia quattro giocatori su undici che sono passati da Zingonia è una gratificazione per l’Atalanta. Al di là dei giudizi diversi, ho visto Pessina in ottime condizioni, e questo è ciò che conta per me. Quanto al resto, conta il parere di Mancini. E fra gli altri Miranchuk, anche se impiegato solo per spezzoni di partita, ha fatto particolarmente bene”. Aver avuto impegnati 12 nazionali contro i due dell’Udinese “comporta vantaggi e svantaggi, ma l’unica vera difficoltà è che dopo tre partite tornano a disposizione tardi. Fisicamente mi sembrano tutti a posto, anche Sutalo è in ripresa e oggi gioca con la Primavera come Ruggeri, mentre per Hateboer è presto per fare previsioni di rientro. Solo De Roon ha avuto una contusione alla caviglia che ieri gli faceva ancora un po’ male, ma è un problema superabile. Ieri si sono allenati solo cinque su dodici, oggi è il primo allenamento per gli altri sette, e anche il primo giorno per preparare la gara contro l’Udinese: praticamente siamo rimasti a Verona e questo dà un po’ di incertezza, ma con chi è rimasto abbiamo fatto buoni allenamenti e ci sono pure motivazioni forti, che sono superiori a tutti i dubbi”.

rush finale

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Motivazioni forti uguali caccia a un posto in Champions, una volata lunga dieci partite: “Quelle che negli anni passati ci hanno sempre permesso degli ottimi rush finali, è vero, e se la cosa si è ripetuta più volte è significativo. Però questa è una stagione completamente diversa dall’anno scorso, e di conseguenza lo è anche la classifica. Abbiamo qualche punto interrogativo per domani, poi ci sarà più tempo per avere continuità. Dieci partite non sono poche, è quasi un quarto di campionato: l’ideale è non guardare la classifica e concentrarsi sulle singole gare”. Poi – Gasperini dice quello che speriamo tutti – “speriamo che la prossima sia una stagione “regolare”. Siamo vicini ai cento tamponi a testa, da maggio, ma sui vaccini ai calciatori non ho dubbi: in questo momento sono pochi, vanno destinati a chi ha più pericolo di ammalarsi”.

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