Gascoigne shock: “Quando è morto mio padre l’ho preso a pugni”

“Quando è morto mio padre, l’ho preso a pugni”. La clamorosa rivelazione arriva dalla viva voce di Paul Gascoigne, che ha ammesso di non aver affrontato con lucidità la morte del padre avvenuta nel 2018. L’ex bad boy, che ha vestito la maglia della Lazio dal 1992 al 1995, si sarebbe così preso una sorta di vendetta per i passati “peccati” commessi dal padre, che lui non aveva mai perdonato. Tra questi, Gazza aveva incolpato il padre per averlo rinchiuso in un istituto mentale nel 2010.

La verità di Gazza: “Gli ho dato una testata”

“Quando eravamo solo io e lui nel letto d’ospedale e lui è morto, sono saltato sul letto e gli ho dato un pugno – riporta il Sun – Gli ho dato una testata e un pugno e mi sono preso una rivincita. Poi mi sono sdraiato lì e l’ho abbracciato per 45 minuti. A volte penso che sia ancora lì”. Gascoigne era molto legato al padre, tanto che durante la sua carriera da professionista lo ha sempre portato con sé in giro per il mondo. “Il sabato è quando mi manca di più. Ma era un uomo così arido, parlava con chiunque tranne che con me…”.

“A mio padre ho comprato 80 auto e 18 barche e case”

“Mi piaceva portarlo in giro per il mondo con me quando giocavo – continua Gazza nell’intervista – Al momento sto bene, ma penserò ai bei momenti che ho passato: probabilmente ne ho avuti più belli che brutti. Ho divorziato e ho dato molti soldi alla mia famiglia. Ho speso molto in case, ne ho acquistate e prese in affitto tantissime. Devo aver comprato a mio padre circa 80 auto e 18 barche e case“.

Precedente Tom Brady: il Superbowl, Gisele Bundchen. Vita, carriera, moglie del più grande quarter-back di sempre Successivo Lecce, Corini: "Trasformiamo in energia la delusione della sfida con l'Ascoli"

Lascia un commento