Galliani: “I tempi sono cambiati, una volta il Milan poteva tenere Van Basten. La colpa… “

Adriano Galliani, ex dirigente del Milan oggi amministratore delegato a Monza, ha parlato in esclusiva ai microfoni del ‘Corriere della Sera’

Daniele Triolo

2 settembre – Milano

Adriano Galliani, ex dirigente del Milan per trentuno stagioni, dal 1986 al 2017 ed ora amministratore delegato del Monza in Serie B, ha rilasciato un’intervista in esclusiva ai microfoni del ‘Corriere della Sera‘ oggi in edicola. Queste le sue dichiarazioni.

Galliani sulla prima sessione di calciomercato in cui è stato protagonista: “Nel novembre 1975. Ero da poco dirigente del Monza e all’epoca esisteva una finestra di trattative a novembre che durava una settimana. Il primo colpo fu Ariedo Braida. Da allora, fatta eccezione per le due sessioni nel 2017 ho sempre condotto trattative”.

Galliani sull’ultima sessione estiva di trattative di calciomercato: “Indubbiamente ha inciso la crisi causata dal Covid. Tre sono le fonti di guadagno per un club: la biglietteria che si è azzerata, gli sponsor che hanno ridotto gli investimenti e i diritti tv. Globalmente il movimento ha subito perdite del 30% a fronte di costi rimasti inalterati. Il tutto in un contesto in cui il comparto calcistico italiano ha perso peso nel panorama europeo”.

Galliani sul perché l’Italia abbia perso questo peso: “Il mercato è figlio dei ricavi che sono cambiati da nazione a nazione in base agli introiti da diritti tv. Negli anni Sessanta, quando la voce dei diritti tv non pesava sui bilanci dei club, e la maggior parte dei ricavi erano dal ticketing i grandi club avevano fatturati simili. Eusebio iniziava e terminava la carriera nel Benfica, così Johann Cruijff nell’Ajax e Gianni Rivera nel Milan. Con la vendita dei diritti televisivi si è aperta la forbice tra i club di Paesi diversi. La Premier, per dire, fattura tre volte e mezzo il campionato italiano. Ecco perché lì vanno i giocatori migliori”.

Galliani sulla Serie A che ha perso Gianluigi Donnarumma, Romelu Lukaku e Cristiano Ronaldo: “Mica si può dare la colpa ai dirigenti di Milan, Inter e Juventus. Nel 1990 terminò il primo contratto che Marco van Basten aveva firmato con il Milan. Il suo maestro Crujff lo chiamò a Barcellona, ma ebbi la forza di proporgli un tale rinnovo da farlo restare. Ora che il Barcellona fattura quattro volte il Milan non sarei più in grado”.

Galliani sulle difficoltà che ci sono ora nell’agire sul mercato: “Le forze in campo sono molto differenti. All’epoca le proprietà non erano asiatiche o degli Emirati. Le società erano di ricchi signori delle città di riferimento. La verità è che prima il campionato italiano era di arrivo, ora solo di passaggio”.

Galliani sui possibili rimedi a questo ridimensionamento in atto: “Pazienza, si gioca con altri calciatori. Bisogna rassegnarsi alla fuga dei top nei campionati o nei club che hanno dimensioni economiche differenti. Del resto bisogna considerare un altro aspetto fondamentale nella questione dei diritti. Si vendono nei Paesi dove si parla la stessa lingua del campionato di riferimento”.

Galliani sul rinnovo mancato di Donnarumma con il Milan: “Sono stati bravi a trovare un altro portiere. Ripeto, non ci sono più le condizioni per competere con certi club come il PSG. Io ho avuto la fortuna di avere alle spalle un azionista come Silvio Berlusconi. E uno scenario di concorrenza completamente diverso. Potevo comprare i migliori del mondo. Il 1° luglio del 2007 eravamo primi nel ranking della UEFA. Ora non sarebbe più possibile”.

Galliani sul perché i calciatori ora spingono per arrivare in scadenza: “Prima puntavano ad allungare il contratto perché nessun’altra società avrebbe garantito loro stipendi superiori. Miravano a mettersi al riparo. Ai miei tempi nessuno dal Milan partiva a parametro zero, perché non esistevano club che con i soldi potevano mettere in crisi la loro fedeltà”.

Galliani su una delle cause del divario economico tra l’Italia e gli altri Paesi: “Sono anche gli stadi a segnare la differenza. Mi chiedo come sia possibile che l’Italia, Paese di imprenditori, non riesca a costruire impianti di proprietà. Colpa loro? Non penso. Poi bisogna anche dire che siamo un Paese povero, con gli stipendi più bassi d’Europa. Mica riusciremmo a ottenere entrate da 6-7 milioni a partita come in Premier League”.

Galliani sulla corsa per lo Scudetto 2022: “Premetto che reputo un colpo di genio quello della Roma di arruolare José Mourinho. Credo che le milanesi, le romane, il Napoli, la Juventus e l’Atalanta sono in corsa per i primi sette posti. Poi con quale graduatoria non saprei”.

L’opinione di Galliani sul Milan: “Siccome resto un tifoso pazzo, spero che il Milan vinca il campionato”.

Galliani sulla cessione di Lukaku al Chelsea che ha ricordato quelle di Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva al PSG del 2012: “Assolutamente sì ma davanti a 115 milioni, come quelli offerti all’Inter dagli inglesi, come puoi opporti?”.

Galliani su Massimiliano Allegri: “Max è un grandissimo allenatore. Non so che situazione societaria ha trovato a Torino. Ma voglio ricordare che lì ha già vinto cinque Scudetti e fatto due finali di Champions League”.

Galliani su Mario Balotelli in difficoltà all’Adama Demirspor in Turchia: “Gli voglio molto bene ma anche a lui ho detto di nutrire il rimpianto che con le sue qualità tecniche avrebbe potuto fare molto di più”.

Galliani su cosa vorrebbe regalare al Monza per i suoi 109 anni di storia: “La promozione in Serie A, sfumata lo scorso campionato per un solo gol. Un mare di città lombarde sono state almeno una volta nella storia nel massimo campionato. Speriamo di portarci il Monza, anche se in questa stagione la concorrenza è più nutrita”. Rinnovo Kessié, ecco gli ultimi aggiornamenti sul caso >>>

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