Furia Inzaghi, strigliata Inter: la telefonata che in molti hanno sentito…

Passo da record

Un potenziale trappolone per l’Inter si è così trasformato in cavalcata trionfale. Nella storia della Serie A è la quarta volta in cui una squadra raccoglie almeno 32 punti nelle prime 12 trasferte di campionato: prima c’erano riuscite la stessa Inter nel 2006/07 (sempre 32 punti), il Napoli nel 2017/18 (34) e la Juventus nel 2018/19 (34). E dire che la serata – dopo il gol di Acerbi, favorito dall’involontario assist di testa da parte dello sciagurato Lukaku – sembrava stregata, con la squadra scarica e forse ancora sotto l’effetto dei postumi della sbornia post-Juve. Merito, si diceva, pure della Roma.

Perché De Rossi ha plasmato il suo 4-3-3 in modo da disinnescare le armi migliori degli avversari, ovvero la costruzione dal basso e le incursioni degli esterni. Questo grazie a Pellegrini (che affiancava Lukaku e Dybala nel pressing alto), El Shaarawy che si abbassava su Darmian facendo accentrare Angelino con Paredes pronto pure lui a mettersi tra i centrali. Un ingranaggio complicato da far funzionare a lungo e, non a caso, quando l’Inter ha iniziato a fare l’Inter, si è ben capito perché ci fossero 19 punti tra le due squadre: una punizione battuta in fretta da Calhanoglu ha trovato impreparati gli avversari, permettendo a Darmian di crossare il pallone del 2-2 e, sette minuti dopo, Mkhitaryan – ma da sinistra – ha messo in mezzo il pallone del sorpasso che ha cancellato le brutture del primo tempo segnate dalle incertezze di Pavard (colpevole su entrambi i gol) e dalle due reti incassate, anche qui un record – ma in negativo – per l’Inter che non subiva due reti nel primo tempo da una vita, calcisticamente parlando, ovvero dalla partita con l’Empoli del 6 maggio 2022 (645 giorni fa).

Non è dato a sapersi quale epilogo avrebbe avuto la storia se Lukaku non si fosse divorato il possibile 3-3 quando si è ritrovato a tu per tu con Sommer lanciato da Pellegrini (che ha confezionato pure gli assist per i due gol della Roma: ossigeno per Spalletti presente in tribuna con il presidente federale Gravina), invece – nel finale – è arrivato il gol dell’apoteosi segnato da Bastoni, su azione confezionata da Arnautovic e corsa sotto la curva. Postilla sul terreno di gioco: se, nonostante il “monsone” che si è abbattuto su Roma, la gara è stata elettrizzante fino al minuto 95 è stato grazie alla bontà del manto erboso e del fondo dell’Olimpico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Precedente Il Secolo XIX: "Sampdoria sconfitta a sia, Pirlo: "Ora voglio rabbia, non rassegnazione" Successivo 200 volte Immobile, il Corriere dello Sport: "Torna Ciro, torna la Lazio"

Lascia un commento