Frosinone, il rumore del silenzio ciociaro

Gli imbarazzi – eufemismo – per Sassuolo-Inter 1-0? Non qui. Almeno per il momento. A Frosinone, pesantemente coinvolta nella rissa retrocessione, non trovano poi così strano che l’Inter imbattibile faccia l’assenteista in una indimenticabile serata emiliana. Che c’è di strano, dov’è il problema: l’Inter ha appena vinto lo scudetto, ha trascorso giornate di baldoria eccelsa, naturale che a Reggio Emilia ci vada in gita, facendo giocare quelli che si erano quasi attaccati con i glutei al sedile della panchina, durante la travolgente stagione dei titolari.

Eppure qualcosa di strano ci sarebbe, inutile girarsi dall’altra parte. L’Inter ha le sue ragioni, ma non ha torto chi si gioca la stagione, il bilancio, il domani in queste ultime partite di serie A. Non può passare come normale l’idea che lo squadrone a panza piena si sdrai a passatoia negli scontri decisivi per la salvezza. Dopo aver deciso la lotta dello scudetto, si rischia di decidere per via indiretta anche quella per la salvezza. Una volta questa roba si chiamava campionato falsato. Adesso non so come venga definito, ma lo ricorda molto.

Eppure, dopo la memorabile Sassuolo-Inter, da Frosinone non si sono levate grida assordanti. Altri hanno provato ad alzare il ditino, a sollevare la questione, anche a costo di sentirsi liquidare con la più italiana delle risposte: sempre stato così. Verissimo, ma anche se è sempre stato così resta una penosa faccenda di fine campionato. All’ultimo miglio mettiamo su la messa cantata delle perfette pari opportunità, tipo partite tutte alla stessa ora, salvo poi affidare i verdetti decisivi a squadroni che vanno in campo cantando la società dei magnaccioni e facendo lo schiaffo del soldato.

È ingiusto che la feroce lotta per la salvezza finisca in questo modo. Toccherebbe all’Inter, ma a tutti gli squadroni con risultato acquisito, pescare in fondo al barile un minimo sindacale di serietà. Inutile che ce lo spieghino: non è facile trovare certe motivazioni e dannarsi l’anima quando non c’è più niente in gioco, ma restano in ballo questioni per niente volgari come prestigio, reputazione, dignità. Su questo, si può costruire uno sforzo finale per non svergognare gli spasmi disperati dei derelitti.

Se ne parla, se ne parla molto. Per la verità non moltissimo a Frosinone. A volte incontrare l’Inter può essere la migliore delle fortune. Tra 4-4-2 e 3-5-2, mi sa che incide di più lo schema di fine stagione: fermi, silenzio, non facciamoci notare. Hai visto mai che magari poi l’Inter si offenda e improvvisamente faccia l’Inter.


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