Friedkin e Totti, ci siamo: il capitano sta tornando alla Roma

ROMA – Sono i giorni della Roma, sono i giorni di Totti. Proprio ieri la società ha ricordato il quinto anniversario dello struggente addio del Capitano, che nel frattempo è partito per l’Egitto per impegni commerciali. E nelle prossime settimane con ogni probabilità la proprietà farà partire la chiamata che tutti i tifosi attendono: Francesco, vuoi tornare?

Sussurri

Anche a Tirana i Friedkin hanno incrociato Totti, che era stato invitato alla finale dall’Uefa. I contatti con lui, presenza fissa allo stadio come ospite del main sponsor del club, sono ormai frequenti. Diretti e (soprattutto) indiretti. Il ricongiungimento familiare è dunque solo questione di tempo, che servirà alla Roma per presentare a Totti un’offerta precisa. Non è un problema di soldi, chiaramente, ma di prospettive. Lo strappo avvenuto nel 2019, quando Pallotta aveva affidato il potere a Guido Fienga ma seguiva comunque le linee guida di Franco Baldini, fu determinato dallo scarso margine che gli era stato concesso come dirigente: mentre Totti sondava alcuni allenatori, Antonio Conte ma non solo, la Roma scelse di ingaggiare Paulo Fonseca. Quell’episodio creò una frattura insanabile, con tanto di velenosa conferenza al Coni. Oggi però la proprietà è cambiata. E i Friedkin, dopo un’iniziale diffidenza, hanno compreso il potenziale dell’operazione, formidabile sul piano dell’immagine e anche utile per migliorare la compagine dirigenziale.

Totti arriva allo stadio: entusiasmo in tribuna con Di Biagio e il figlio Cristian

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Necessità

A Trigoria l’unico vero uomo di campo è José Mourinho, straordinario e inarrivabile nella sua capacità persuasiva, perciò l’aiuto di Totti diventerebbe molto prezioso, sia nelle trattative di mercato sia nella gestione mediatica. Se i siluri di Mourinho contro gli arbitri (e non solo) hanno fatto rumore, pensate cosa potrebbero combinare i due personaggi in tandem. Insomma Totti, in questa struttura, potrebbe diventare il Maldini del Milan o lo Zanetti dell’Inter, sostenendo la direzione sportiva con competenza e personalità pur senza invadere l’area amministrativa. Tra l’altro, storicamente, Mourinho ha sempre voluto con sé una figura che conoscesse bene l’ambiente in cui allenava. Chi meglio di Totti, che lo ammira e lo rispetta, potrebbe essere adatto alla posizione?

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Il quadro

Totti, da parte sua, per la Roma sarebbe disposto ad abbandonare subito l’agenzia di calciatori che gestisce. Così si spiegano le recenti dichiarazioni, nelle quali aveva ammesso: «Chi non vorrebbe andare alla Roma? Dopo i problemi con la vecchia proprietà, le cose sono cambiate. Vediamo. I matrimoni si fanno in due». Non c’era mai stata un’apertura simile, che dipende da un fatto nuovo: Totti è consapevole che la chiamata dei Friedkin arriverà. Non solo. Quando Totti ha detto che avrebbe provato a convincere Dybala ad accettare la Roma, parlava «a titolo personale» ma conosceva l’effetto-bomba della sua battuta. Si sarebbe esposto in maniera così chiara se non avesse pensato davvero di poter servire alla società come intermediario tifoso?

Scenario

Bisogna quindi semplicemente aspettare. I Friedkin, dopo aver vinto la Conference League con tanto di parata in città, vivono il momento di massima popolarità da quando hanno acquistato la Roma. Dopo due anni di studio e di analisi di pro e contro, possono garantirsi facilmente un altro rinforzo di enorme impatto per la tifoseria e per l’azienda, riportando a casa il miglior calciatore della Roma di sempre. Quanto a Totti, che ha dimostrato scarso interesse per la carriera di allenatore e non si è preparato per altri ruoli, Trigoria è il posto del cuore a cui non potrebbe mai dire di no. Forse è già il momento di una nuova emozione.

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