Fonseca: “Dzeko? Tutto risolto. E non ho mai sentito la panchina a rischio”

Il tecnico giallorosso a “O Jogo” e all’Uefa rivela: “La squadra è cresciuta, ora l’obiettivo è un posto nelle prime 5”

Paulo Fonseca a 360 gradi: da Dzeko (“tutto risolto”), alla Roma che con lui “è cresciuta, siamo più forti rispetto a quando sono arrivato”, alla difesa: “Subiamo più gol di quanti pensavamo” fino all’Europa League: “Una competizione molto difficile che diventa una sorta di mini Champions”. In attesa della conferenza di stasera in Portogallo (con Ibanez) alla vigilia dell’andata con il Braga, Paulo Fonseca parla alla Uefa e a “O Jogo” e analizza il momento della Roma: “Intanto ho già avvertito tutti: il Braga ha un bel gioco e sarà una partita molto difficile. Per quanto riguarda noi, stiamo bene, siamo motivati e attraversiamo un buon momento. Abbiamo dei problemi in difesa, dove non avremo né Smalling né Kumbulla. Dal centrocampo in su, siamo invece a pieno organico e sarà a disposizione anche El Shaarawy, nonostante non sia al 100%”.

Piedi per terra

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Dzeko giocherà, l’obiettivo è andare più avanti possibile: “Ma pensiamo partita per partita. Il campionato? Siamo terzi e molti ci davano inizialmente al sesto/settimo posto. Stiamo giocando bene, siamo motivati e l’obiettivo è di tornare in Champions, pur essendo consapevoli che in Serie A ci sono 6-7 squadre molto forti. La Serie A è tra i 5 migliori campionati in Europa, con il numero più alto di squadre in lotta per la Champions. Difficile prevedere cosa accadrà, ma la nostra ambizione è di tornare in Champions”. Sulla fatica che spesso la Roma fa nei big match Fonseca ribadisce: “Non posso negarlo, ma è un problema di risultato e non di prestazione. Poi conta anche l’esperienza. Abbiamo una squadra molto giovane, soprattutto in difesa. L’esperienza in questo tipo di gare conta molto in Italia”.

Crescita

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Proprio sull’Italia e sul calcio Italiano Fonseca dice che si aspettava un’esperienza diversa: “Essere un allenatore in Italia è molto impegnativo e molto diverso da quello che mi aspettavo. Ma, 18 mesi dopo, posso tranquillamente affermare che abbiamo creato un’identità di squadra. I giocatori ora sono più ambiziosi e, come allenatore, sento anche di aver perfezionato la mia tecnica per quello che concerne l’allenamento. In questi 18 mesi sento che la squadra ha fatto grandi progressi e sento che ora siamo molto più forti di quando sono arrivato qui. La Roma è un club ambizioso e si avvicina sempre di più alla vittoria di titoli, cosa che non ha fatto negli anni. Niente mi soddisferebbe di più che regalare un titolo ai tifosi della Roma, che sono meravigliosi e con tanta passione per la loro squadra. Vorrei ricambiare questa passione con buoni risultati. Tuttavia – ammette Fonseca – dobbiamo restare con i piedi per terra ed essere realistici riguardo alle nostre possibilità”. Però, in caso di vittoria, Fonseca non nega la possibilità di un altro travestimento in stile Zorro, come ai tempi dell Shakhtar: “Non ho nulla in programma né ci penso, ma chi lo sa? Qualcosa può succedere. Per quanto mi riguarda, non ho mai sentito la panchina in pericolo . Penso che a volte i momenti nel calcio debbano essere celebrati in un modo unico. Comunque non ho piani simili per il futuro. Dipende da molte cose, ma può succedere”.

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