Flop riserve, titolari deconcentrati: il Napoli si interroga. Ma è pronto a ripartire

La serata negativa costata l’eliminazione contro la Cremonese non viene sottovalutata ma nemmeno drammatizzata. Anche perché ci sono elementi confortanti

Maurizio Nicita @manici50

18 gennaio – Milano

Il momento magico si è interrotto e bisogna capire in fretta perché. Il Napoli entusiasmante di campionato e Champions si è impantanato in Coppa Italia . Una sconfitta che va oltre i rigori, perché gli azzurri non sono stati capaci di mantenere il controllo di una partita che avevano saputo già riaggiustare una prima volta, contro un avversario, la Cremonese, dignitoso ma che non poteva di colpo moltiplicare le proprie forze. Insomma dal Napoli-2 non sono arrivate le risposte attese e vediamo di capirne il perché.

Sistema di gioco

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Il ritorno al 4-2-3-1 non ha giovato per problemi strutturali e di rendimento dei singoli. Nel senso che Ndombele è una mezzala che tende all’inserimento quando può e il solo Gaetano a volte si è ritrovato in difficoltà a far filtro, come nel primo gol cremonese. Lo stesso Raspadori è apparso sotto tono e ha trovato difficoltà a trovare la posizione giusta vicino a Simeone. Calcolando lo splendido apporto dato fra campionato e Champions dall’attaccante della Nazionale, una serata storta può capitare. Peccato perché la Coppa Italia non era un obiettivo secondario.

Difesa lenta

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Al di là dei gol, per tutto il primo tempo il Napoli ha sofferto la profondità di Okereke. Ostigard è stato spesso in difficoltà e lo stesso debuttante Bereszynski non si è raccapezzato. Per l’ex Samp c’è pure l’errore grave su Felix, che salta indisturbato per il 2-2. Nel reparto dietro si sono salvati con l’esperienza Juan Jesus e Olivera.

Cambi deconcentrati

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Ma non è solo una questione di Napoli-2. Perché nella notte da tregenda, quando sono entrati i cosiddetti titolari non è andato meglio, tutt’altro. Sì perché strada facendo Spalletti ha inserito tutto il centrocampo titolare Anguissa-Lobotka-Zielinski ma il risultato è stato un peggioramento. Serviva solo “nascondere” il pallone al fanalino di coda del campionato, ma così non è stato. Una serata storta può capitare, ma per esempio Zielinski non si è mai calato in questa partita, lo stesso Lobotka ha palesato grande difficoltà e Anguissa è andato fuori tema con una partita che diventava battaglia su campo pesante e lui che indugiava in colpi di tacco senza senso.

Gli elementi per ripartire

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Ora serve fare una severa autocritica per ritrovare subito il filo del discorso interrotto e naturalmente non mancano gli aspetti positivi. Perché anche sotto la tormenta di acqua e vento il Napoli ha sempre un centravanti che “vede” la porta. Anzi due. Perché Simeone è un esempio per tutti per il suo approccio ad ogni gara. E lo stesso Osimhen in una ventina di minuti in campo ha sfiorato due volte in gol dando la carica ai compagni. Loro sì, leader.

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