Flop Cagliari: perde in casa dal Verona, la corsa alla salvezza si complica

Di Barak e Caprari le reti nel primo tempo, nella ripresa una punizione di Joao Pedro illudeva i sardi, usciti tra i fischi

Dal nostro inviato Francesco Velluzzi

30 aprile – CAGLIARI

Cagliari-Verona trasmette due certezze: il Cagliari è sempre più inguaiato nella lotta per non retrocedere, il Verona non molla più niente e confeziona con Barak e Lasagna realizzatori (1-2) un’altra partita di altissimo livello. Mai vista una squadra salva e tutto sommato lontana dall’Europa giocare con uno spirito simile, così assatanata e decisa a non regalare nulla, ma proprio nulla. Il Cagliari ne esce male, a confronto con i tifosi della Nord. La squadra, chiamata a gran voce, decide di andare a parlare con la Nord che davanti a loro li invita a tirar fuori gli attributi. Non è bastata la fiammata su gran punizione di un Joao Pedro immenso lottatore, il Cagliari dopo l’1-2 non è riuscito a raddrizzare una gara che a fine primo tempo si è messa terribilmente in salita col gol di Caprari che non era in fuorigioco. Serve un cambio di marcia deciso perché il campionato dei rossoblù, ancora in vantaggio, si deciderà quasi certamente l’8 maggio a Salerno. Quello del Verona, invece continua magicamente, a 35 punti (nell’era dei tre punti) l’Hellas non arrivava dal 2014. Un grande traguardo già questo. Per un gruppo che in estate pensava solo alla salvezza e che dopo tre giornate aveva spedito a casa Eusebio Di Francesco che fece male già a Cagliari. Il presidente Setti gongola con una squadra che tampona e riparte in modo micidiale.

Partita

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Ed ecco la sfida. La Unipol Domus è stipata. Sold out, ovvero 16277 spettatori, 270 i veronesi nel loro spicchio con striscione Hellas Army… Mazzarri torna alla sua linea difensiva di fiducia: Goldaniga (che non lo ripaga), Lovato (che soffre tanto) e Altare (che alla fine è quello ch più se la cava). Davanti gioca Keita con Joao Pedro. Rog resta in panchina a vantaggio di Deiola. Tudor ne cambia un paio. Tameze fa l’esterno difensivo. C’è Hongla e anche Depaoli che gioca praticamente a uomo su Bellanova. Il Verona parte a razzo. Con Caprari che si invola subito a sinistra, al 5’ Marin perde palla con Hongla e Cragno ci deve mettere una mano, ma all’8’ non può nulla sull’azione dello scatenato Simeone che su un colpo di testa errato di Dalbert salta Lovato, serve Barak che segna. Il Cagliari reagisce, la partita è fisica. Barak e Tameze, che non si capisce dove gioca, ma ha Faraoni che lo copre, beccano il giallo. Proprio Tameze regala una punizione frontale che Marin calcia bene, ma trova Montipò in angolo. Sul corner Dalbert pesca la testa di Altare, ma Montipò spedisce sulla traversa. Il Cagliari preme, ma pecca pure. Perché Goldaniga perde una palla sanguinosa e Dalbert ci mette una pezza su Simeone. Ancora Montipò si supera Keita, che per una volta esce dalla morsa di Casale e dell’ottimo Ceccherini, mandandogli il gran tiro sulla traversa. È sfortunato il Cagliari. Che subisce però troppo quando il Verona si accende: Cragno copre bene su Faraoni. Grassi calcia fuori da buona posizione, ma il colpo letale per i padroni di casa arriva a un minuto dalla fine del tempo quando Ilic pesca Caprari che Lovato colpevolmente tiene in gioco. Non c’è offside, Orsato convalida il bellissimo gol, il dodicesimo per il rinato attaccante del Verona che fa quello che vuole.

Secondo tempo

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Mazzarri capisce che deve correre ai ripari e tentare il tutto per tutto per una difficilissima rimonta. Dentro subito Rog e Nandez per Deiola e Marin. Ma Mazzarri ne fa inspiegabilmente, perchè dopo 5’, altri due: Carboni per un deludente Goldaniga e Pavoletti per Keita. Ma dopo 30 secondi Pavoletti, gomito alto, becca già l’ammonizione. Esagerata. Con Orsato che minaccia di buttarlo fuori. La partita si scalda. Nel mirino c’è l’ex Simeone che è assatanato e va su tutti i palloni. Infatti Hongla si merita l’amo zio e consegnando un’altra punizione frontale al Cagliari al 12’. Joao Pedro decide che è il momento di decidere. Prende il pallone e lo manda nel sette: 1-2. Un gol straordinario, ma soprattutto da campione. Bocchetti sente Tudor e ne cambia tre: dentro Veloso per Ilici, Gunter per Hongla e Lasagna per Barak per scattare ancora e dare maggior profondità col Cagliari che cerca il pareggio. Tameze torna a centrocampo con Gunter che va al centro della difesa. Bocchetti inserisce anche Sutalo per Ceccherini. In pratica una difesa nuova. Mentre Mazzarri spera in una magia di Gaston Pereiro e lo manda in campo al posto di Bellanova che ha speso tanto, ma non è stato devastante come in altre occasioni, ben marcato da Depaoli. Non succede niente di rilevante fino ai 6 minuti di recupero. Il Verona controlla. La pressione del Cagliari è sterile.Un giallo per Simeone che “spacca” Lovato e uno per Carboni che stende l’imprendibile Lasagna. Poi solo un paio di conclusioni fuori che fanno aumentare la rabbia dei tifosi della Nord che dalle minacce a Simeone passano a quelle alla loro squadra: “Se scendiamo in B…”. Finisce male, malissimo.

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