Fiorentina, tanta Europa in due gare

FIRENZE – Fra gli obiettivi che Rocco Commisso si pose, una volta diventato presidente della Fiorentina nel giugno 2019, ci fu quello di tornare in Europa. Nella quale la Fiorentina non rappresentava se stessa dal 2016-’17, quando in panchina sedeva Paulo Sousa. Cinque stagioni senza coppe internazionali, in cui la Firenze calcistica ha anche temuto seriamente di doversi arrendere al declassamento. Poi la svolta, nell’annata 2021-’22, con l’arrivo di Vincenzo Italiano come conseguenza del divorzio istantaneo fra la Fiorentina e Gennaro Gattuso. Il tecnico siciliano lasciò lo Spezia per iniziare un’avventura a Campo di Marte che lo vide subito protagonista con il ritorno in Europa, targata Conference League. Da allora i viola non si sarebbero più trovati a bocca asciutta. Pericolo che può essere disinnescato pure a questo giro. 

Fiorentina-Napoli per la matematica certezza

Venerdì la Fiorentina ospiterà il Napoli di Francesco Calzona, che non se la passa per nulla bene. Se Biraghi e compagnia dovessero vincere avrebbero la garanzia aritmetica di occupare l’ottavo posto, e quindi di partecipare anche il prossimo anno alle coppe europee. Il perché è presto detto: i partenopei adesso hanno 2 punti in meno rispetto ai toscani, che trionfando si porterebbero a più 5. A quel punto, mancando una sola partita al termine del campionato, gli azzurri non potrebbero più rimontare. Un pareggio invece manterrebbe gli azzurri ancora in corsa. La squadra di Aurelio De Laurentiis, dicevamo, non gode di una condizione di forma esaltante, ha inanellato un filotto di risultati piuttosto triste: una sola vittoria nelle ultime 10 partite che è datata 7 aprile, contro il Monza di Raffaele Palladino.

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